Quei sette milioni di euro sbloccati e le case della coop da comprare

ECCO DOVE FINIVANO GLI ALLOGGI DEI PDZ DI EDILIZIA AGEVOLATA PUBBLICA. QUESTO MENTRE ASIA-USB CHIEDEVA E CONTINUA A CHIEDERE, DURANTE I TANTI INCONTRI AVUTI NEGLI ULTIMI DUE ANNI CON L'AMMINISTRAZIONE REGIONALE E COMUNALE, L'UTILIZZO DI QUESTE CASE PER L'EMERGENZA ABITATIVA.

BASTA CON LE COMPLICITA' DI QUESTE AMMINISTRAZIONI CON CHI SPECULA SULLE NOSTRE VITE E SULLA CITTA'.

Roma -

Il patto per il salvataggio della Locomotive San Lorenzo sfinita dai debiti

«Stamattina abbiamo chiuso con Maurizio Venafro e con De Filippis un po’ il pacchetto». È Guido Magrini che gestisce il fiume di denaro che dalla Regione Lazio viene incanalato verso il Comune di Roma e dal Comune alle cooperative "amiche". Giovedì scorso il direttore del Dipartimento Politiche sociali della Regione è finito ai domiciliari nella seconda tornata di arresti dell’inchiesta Mafia Capitale con l’accusa di corruzione. Il 15 aprile il suo ufficio in Regione era stato perquisito dalla Guardia du Finanza, nell’indagine sulla gestione del patrimonio immobiliare dell’Ipab Santa Maria in Aquiro, di cui fino a un paio di anni fa era presidente. Ora la Procura gli contesta di aver adottato una determinazione regionale che destinava a Roma Capitale 7.182.003 euro per il contrasto del disagio abitativo. Il 9 novembre 2013 Magrini, al telefono con Salvatore Buzzi, gli spiega: «Stiamo provando a utilizzare mo, al volo, un po’ di soldi che abbiamo sull’emergenza abitativa. Ho visto Ozzimo l’altra mattina e... abbiamo fatto qualche ragionamento». Il dirigente regionale ha la disponibilità di 16 milioni di euro regionali, ne parla l’11 dicembre 2013 con l’allora assessore comunale alle Politiche abitative Daniele Ozzimo (ora in carcere), alla presenza di Buzzi. Magrini: «Stamattina abbiamo chiuso con Maurizio Venafro e con De Filippis (Raniero, dirigente della Regione, già coinvolto nelle inchieste su Malagrotta e Lazioservice, ndr) un po’ il pacchetto: loro stanno preparando per il 17 che è martedì, la prossima Giunta, una delibera quadro che riguarda l’accordo co’ Regione – Comune Roma, oh, sul tema generale della casa.. tutto quello di cui avete parlato. (...) L’altro atto dà quest’indicazione di utilizzo delle strutture Ipab San Michele... in termini, diciamo, di intesa fra Regione e Ipab ai fini dell’utilizzo di quel patrimonio. E poi c’è invece una delibera nostra, sociale, a parte, diciamo, che distribuisce invece ai Comuni capofila di distretti per l’emergenza abitativa secondo le politiche che... il distretto assume. Il riparto porterebbe essere a Roma 7 milioni e cento/7 milioni e 2 più o meno, che può essere utilizzato per l’anno 2014». Tutto questo però ha un prezzo. Magrini, per sbloccare questi finanziamenti regionali chiede a Buzzi una «cortesia»: «Oh... poi una cortesia, l’altro giorno avevo sentito, perché lo sai che siamo molto amici, legati, Santino Dei Giudici (presidente della coop Deposito locomotive San Lorenzo, finito ai domiciliari, ndr) sull’appartamenti di Case Rosse (...) vedi un po’ se almeno tre, quattro.. alloggi, si possono sistemare. Io sto cercando anche in altro modo, forse ne hanno, credo, quattordici là». «Se l’emergenza utilizzata come strumento di corruzione è l’emergenza alloggiativa a Roma - spiega il gip - l’emergenza che costituisce il primum movens dell’illecito è quella finanziaria della coop Deposito locomotive di Roma San Lorenzo, oberata di debiti, assillata dalla necessità di dover pagare cambiali, con asset costituiti da 14 appartamenti in zona Case Rosse». Il 12 novembre 2013, nel corso di un incontro tra Buzzi e Ozzimo, «viene definito l’accordo corruttivo». L’assessore chiede a Buzzi 150 mila euro per risollevare le sorti della cooperativa San Lorenzo. In cambio Ozzimo gli assicura «il mantenimento della convenzione sull’emergenza alloggiativa». Buzzi, si dà da fare, parlando con Sandro Coltellacci gli propone una spartizione: «Se Marotta ce sta (Maurizio, presidente del cda della coop Capodarco, ndr), sarebbero 60mila euro a noi, 40 te e 50 Marotta». «In cambio dei soldi della Regione – riassume Buzzi – compriamo degli appartamenti (...) Praticamente l’accordo è questo: lui (Ozzimo, ndr) ce rifà la convenzione per il 2014 a 24 euro e 30... senza riduzioni e noi compriamo le case. Se lui ci lascia a 24 euro e 30 vuol dì che noi guadagnamo il 60% ... poi te ripaghi l’appartamenti in un anno». L’ingranaggio della corruzione – secondo l’ipotesi della Procura – scatta il 20 dicembre 2013 quando Magrini firma la famosa delibera da 7 milioni e 200 mila euro. Lo stesso giorno Eriches 29 stipula il contratto definitivo da 3.362.000 euro per 14 unità abitative in zona Case Rosse. Il 26 febbraio la memoria di giunta firmata da Ozzimo individua in 24,30 euro il costo unitario per persona. Il servizio dell’emergenza alloggiativa verrà prorogato con una «serie di proroghe, pudicamente definite "non interruzioni" – si legge nella richiesta d’arresto - con determinazioni dirigenziali, orientate dalla giunta di Ozzimo».

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Valeria Di Corrado

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