Regione Lazio, esplode la protesta degli Abitanti delle Case Popolari
Gli abitanti delle case popolari e delle occupazioni romane hanno riempito la piazza di fronte la sede della Regione Lazio. Al centro della contestazione l’operato della Giunta Rocca in materia abitativa, ritenuto quasi nullo dai manifestanti: dal degrado delle case e dei quartieri alla lontananza delle istituzioni rispetto ai bisogni dei cittadini, il dibattito è stato ricco ed acceso. La Regione in linea col Governo ha abbandonato le politiche abitative e la gente se ne è accorta. Il presidio si è infine trasformato in un corteo che ha sfilato per le vie di Garbatella, tutti uniti per il No sociale al Referendum del 22 e 23 marzo.
Centinaia di abitanti delle case popolari, da tutti i quartieri di Roma, hanno invaso ieri la piazza chiamata da Asia-Usb e dal Movimento per il Diritto all’Abitare sotto la sede della Regione Lazio. Presente anche Potere al Popolo con molti attivisti.
Le rivendicazioni sono state chiare. Nel nome di una classe sociale sempre più in sofferenza, di nuovi settori della società che vengono investiti dai processi di crisi in corso, l’eclissi totale della giunta Rocca non sarà più accettata. Non credano gli attuali governanti regionali di poter condurre una campagna elettorale, in vista del 2027, all’insegna della propaganda e delle menzogne. I quartieri ricordano tutto. Ricordano chi li sta facendo vivere nel degrado e nell’abbandono, così come ricorderanno gli sfratti, le sanzioni, le campagne di criminalizzazione ed il disprezzo ricevuto da chi governa. Al pari di chi ricorderà lo sprezzo con cui il Governo Meloni ha azzerato gli aiuti per gli affitti, parlando per anni di un Piano Casa Nazionale che ad oggi è solo fumo e che, se verrà, sarà probabilmente un piano dei privati per loro stessi, e non il grande piano di Edilizia Pubblica di cui il paese ha bisogno, come certificato da tutti gli organi di ricerca del settore.
I meccanismi repressivi che sono stati approntati e quelli che stanno per entrare in vigore, a quanto pare non sono sufficienti a limitare i momenti conflittuali come quello di ieri. Il malcontento è dilagante ed interessa la maggior parte degli abitanti del paese, intenti a fare i conti con un impoverimento costante e con tutte le carenze dei servizi, dalla scuola alla sanità, dai trasporti alle politiche ecologiche. Ma non è tutto, per la prima volta nella propria vita la gente si ritrova ad aver paura che il paese precipiti in un conflitto di vastissima scala, a causa dell'asservimento del Governo, che non riesce a prendere una posizione netta e ferma sull’evidente e continua violazione del Diritto Internazionale da parte di Usa e Israele. Questa paura non può rimanere un fatto individuale e privato. Sarà uno dei nostri compiti far sì che queste giuste e motivate preoccupazioni trovino una adeguata rappresentazione anche nei quartieri e nelle periferie del città e del paese. Anche per questo ieri si è sentita l’esigenza di trasformare il presidio in un corteo per il No sociale al referendum ed una sfida anche al Governo Meloni, dal cuore della Garbatella, per ribadire che i quartieri popolari sanno distinguere i loro interessi e prendere posizione, in vista della manifestazione del 14 marzo, del referendum del 22 e 23 marzo e più in genrale per il NO ad ogni guerra e ad ogni massacro di popoli innocenti.
Per quanto riguarda invece la nostra specifica sfida alla Regione Lazio sul tema dell’edilizia pubblica, abbiamo deciso di concentrarci su tre punti, attorno ai quali costruire una campagna di lotta assieme a tutti gli abitanti delle case popolari. Una nuova alleanza dal basso per chiedere che il Patrimonio venga risanato e riqualificato, che gli inquilini che ne hanno diritto vengano regolarizzati, e infine che il modello di gestione ritorni pubblico ed efficiente.
La strada è lunga, ma l’inizio è promettente.
Asia-Usb Roma