Riduzione dell’affitto individuale: nessuna tutela, nessun diritto. [Contro guida sulle fake news]

Roma -

In questi ultimi giorni sono stati pubblicati numerosi articoli sulle maggiori testate giornalistiche del paese che riportano e elencano svariate regole per gli inquilini in difficoltà, chiarimenti riguardo sconti sugli affitti e le indicazioni del governo in materia abitativa. Riteniamo necessario fare chiarezza su quanto riportato dalla stampa, indicare il limiti di quanto fatto finora e sottolineare l’importanza, ora più che mai, dell’organizzazione collettiva per rivendicare un diritto fondamentale come quello alla casa per tutti/e!

  • E’ bene chiarire fin da subito che non esiste alcuna legge che riconosce il diritto agli inquilini di vedersi ridurre il canone di affitto in caso di mancanza di reddito o di difficoltà economiche, anche straordinarie come quelle dovute all’emergenza Covid19 .
    L’unica modalità che viene indicata è quella di ricorrere all’utilizzo del modulo 69, un accordo che va contrattato in maniera individuale con il titolare di casa e che quest’ultimo non è tenuto ad accettare obbligatoriamente e prevede una riduzione del canone d’affitto per alcuni mesi e la riduzione delle imposte che pagano i proprietari sull’importo del canone.
    Il modulo è scaricabile dal sito dell’agenzia delle entrate a questo link
  • L’inquilino in caso di disdetta del contratto d’affitto, anche se per giusta causa, è tenuto a effettuare il pagamento del preavviso. Non è prevista nessuna normativa che possa eliminare questo obbligo contrattuale (nemmeno se la giusta causa è determinata dalla perdita del reddito), spesso i proprietari di immobili ricorrono all’utilizzo della somma versata a titolo di cauzione per coprire questa spesa. L’unico modo per poter venire meno al pagamento del preavviso è quello di trovare un accordo individuale con il titolare di casa nel quale dichiara di rinunciare al pagamento.
  • Non esiste ancora alcuna agevolazione per i fuori sede , anche se la casa o la stanza viene lasciata vuota. Anche in questo caso si lascia alla contrattazione individuale e al buon cuore del padrone di casa l’eventuale riduzione di parte del canone d’affitto.
  • Il Governo ha previsto SOLO PER LE LOCAZIONI COMMERCIALI un credito d’imposta del 60% del canone di locazione per il mese di marzo. Si conferma ancora una volta che le priorità del governo continuano ad essere le imprese, piuttosto che i cittadini che hanno perso il lavoro e non percepiscono reddito o hanno subito una riduzione consistente del proprio salario.
  • Il governo non ha, per ora, previsto nessuna soluzione per i tanti inquilini che si trovano in difficoltà anzi sta lasciando coscientemente la gestione del problema in mano ai privati proprietari degli immobili e alla loro volontà personale di venire incontro alle necessità degli inquilini per non doversi assumere politicamente la responsabilità di quanto sta accadendo e mettere in campo delle soluzioni adeguate per i tantissimi che si trovano in difficoltà economiche.

E’ possibile quindi chiedere al proprietario di casa una riduzione del canone di affitto compilando il modulo 69, ma se il proprietario non accetta l’accordo l’unica via percorribile è quella di rivolgersi al sindacato degli inquilini e continuare ad organizzarsi collettivamente per pretendere la sospensione del pagamento dei canoni d’affitto e delle utenze.

Scrivi al sindacato degli inquilini Asia Usb a emergenzacovid19.asia@usb.it e contattaci per organizzarti con noi a 345 2585574 o 388 0543692

Rete nazionale NOI RESTIAMO
Sindacato inquilini ASIA USB

Leggi: Lettera richiesta di incontro urgente al Governo

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