Roma Capitale, in pieno agosto invia una valanga di "Cartelle Pazze" agli Inquilini delle Case Popolari

Le richieste inviate dalla Società Aequa Roma possono essere semplici diffide o veri e propri accertamenti. Saltano subito agli occhi i periodi che le richieste coprono: fino a 40 anni fa!

Asia-Usb lancia una mobilitazione per il 24 settembre, alle ore 15, in piazza Giovanni da Verrazzano 7, sede del Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale. Da subito è attiva per rispondere alle lettere presso i propri sportelli nei vari quartieri romani.

Roma -

Aequa Roma, la società che gestisce la contabilità del patrimonio Erp di Roma Capitale, ha inviato in pieno agosto migliaia di richieste di arretrati agli inquilini delle case popolari di Roma.

Le cartelle sono di due tipi, da un lato delle semplici diffide, dall'altro dei veri e propri accertamenti esecutivi i quali, se non correttamente impugnati, porteranno all'iscrizione a ruolo delle somme presso l'Agenzia delle Entrate e Riscossione (ex Aequitalia) , la quale a sua volta notificherà delle vere e proprie cartelle esattoriali, con tutto ciò che ne consegue (pignoramenti di stipendi e pensioni nella misura di un quinto, congelamenti dei conto correnti, fermi amministrativi etc..).

Asia-Usb denuncia il comportamento di Roma Capitale che con questo atto si unisce alla campagna contro gli inquilini delle case popolari. Il nostro sindacato, fin dai primi giorni di agosto, ha avuto modo di visionare molte delle lettere in questione e confermiamo che al loro interno vengono richieste somme a titolo di affitti e oneri, compresi conguagli, fin dagli anni '80 e, in alcuni casi, anche per mesi già pagati o per morosità già onorate (non dimentichiamo che nel 2000 ci fu una transazione fra l'ente e molto inquilini), o addirittura per importi rateizzati pochi anni fa con rata mai partita.

Al di la delle risposte che questo Sindacato sta mettendo a disposizione di tutti gli abitanti delle case popolari di Roma Capitale, non possiamo che condannare l'invio massivo di queste richieste così alte e con importi così datati. C'è un atteggiamento vessatorio, a nostro avviso, nel richiedere (come sempre in piena estate) a nuclei con grandi difficoltà importi che in alcuni casi sfiorano gli 80 o i 90 mila euro, costringendoli in alcuni casi all'azione legale. Inoltre alcuni nostri iscritti si sono già recati presso gli sportelli di Aequa Roma e ci hanno riferito che gli sarebbe stato detto che le diffide sono "tutte sbagliate" mentre gli importi esatti arriverebbero in seguito "con gli accertamenti". Ma gli accertamenti in molti casi sono già arrivati ed hanno le stesse caratteristiche delle diffide! E poi se la società sa che le diffide contengono errori, che le invia a fare? Non sanno negli uffici che il ricevimento di tali richieste provoca settimane di ansia e angosce nelle persone che le ricevono? Ci sembra un comportamento veramente inqualificabile.

I nostri sportelli sono comunque attivi per produrre ed inviare:
- le risposte in autotutela alle diffide
- le opposizioni, laddove opportune, entro il termine di 30 gg dal ricevimento, nel caso degli avvisi.

Al contempo crediamo che una grande responsabilità ce l'abbia il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative che non vigila sull'operato della società Aequa Roma, per questo stiamo organizzando delle assemblee nei quartieri per informare tutti gli inquilini e invitarli a mobilitarsi in vista della manifestazione che indiciamo per giovedì 24 settembre alle ore 15.00, in piazza Giovanni da Verrazzano 7, sede del Dipartimento stesso per chiedere l'annullamento delle somme richieste illegalmente.

Asia-Usb Roma