Il Comune di Roma invia disdetta agli inquilini del Centro Storico, con minaccia di sfratto, per mettere all'asta gli affitti

Roma -

In questi giorni stanno arrivando le lettere di disdetta degli affitti a molte famiglie che abitano da decenni nelle case comunali in zona Stazione Termini, Testaccio, ecc. Come se ci trovassimo difronte ad un’immobiliare qualunque, le lettere recitano: ”….. si comunica la formale disdetta del contratto decorrente dal ……… ed avente scadenza naturale il ………. o comunque per altra data, antecedente o successiva alla predetta, …..”, (non sono neanche sicuri delle date di scadenza dei contratti!), ancora “…… La S.V. è invitata a rilasciare entro e non oltre il giorno … 2021 l’immobile in oggetto indicato libero da persone e cose.”
L’arrivo di queste lettere ha suscitato un forte allarme tra gli inquilini, numerosi sono anziani, che abitano in queste case con le loro famiglie da decenni, molti sistemati in questi alloggi in quanto sfollati dopo il bombardamento di San Lorenzo durante l’ultima guerra.


Queste famiglie sono le vittime di una campagna indecorosa messa in atto dalla stampa dei costruttori romani che li definisce “scrocconi” solo perché abitano nel centro della città, campagna subito appagata dalla Giunta Raggi (la coppia Castiglione/Barletta) che con la delibera 133/2018 ha deciso di mettere all’asta gli affitti (una modalità senza precedenti), con l’opzione del diritto di prelazione sul prezzo d’asta per chi ci vive da decenni.


Con la trasformazione di questo patrimonio pubblico in patrimonio disponibile si è voluto dare spazio alla legge della giungla, dove si fanno avanti gli appetiti più bestiali. Si è voluta aprire una finestra alla speculazione sul patrimonio comunale ricadente nel centro della nostra città, si è fatta un’illegale forzatura nel considerare patrimonio disponibile un patrimonio acquisito con il contributo pubblico e comunque utilizzato per le finalità dell’edilizia pubblica.


Con questa delibera la Giunta Raggi vuole favorire i processi di espulsione dei ceti popolari dal centro storico, incoraggiando la privatizzazione e la trasformazione illegale del patrimonio pubblico in B&B, come sta già succedendo sia in zona Termini che a Testaccio e in altre zone centrali e meno centrali della nostra città, con simile comportamento anche da parte dell’Ater di Roma.
L’ASIA-USB invita la città popolare alla mobilitazione e chiede alle forze politiche che siedono nel Consiglio di Roma Capitale l’approvazione di un provvedimento che difenda i centri storici dall’esodo degli abitanti e impedisca l’espulsione dei ceti popolari dalle case del patrimonio pubblico (zone Termini, Testaccio, Garbatella, ecc.); abroghi la vergognosa delibera 133/2018 e cancelli ogni suo atto conseguente; riporti al patrimonio indisponibile il patrimonio reso disponibile, anche se finanziato con contributo pubblico, con delle opache forzature normative; impedisca la trasformazione e la privatizzazione di questi alloggi, incoraggiando così i processi di turistificazione (B&B) e gentrificazione.

ASSOCIAZIONE INQUILINI E ABITANTI - USB

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