ROMA, PDZ MONTESTALLONARA: NELL’INERZIA DELL’AMMINISTRAZIONE CAPITOLINA PROCEDONO I PIGNORAMENTI.

Roma -

NON E’ BASTATA LA REVOCA DEI FINANZIAMENTI DA PARTE DELLA REGIONE LAZIO A FAR CONCLUDERE LE REVOCHE DELLE CONCESSIONI ALLE FINTE COOP. E DITTE COSTRUTTRICI.

Sono passate ormai alcune settimane dal proclamato impegno da parte dell’Assessorato alla programmazione ed attuazione urbanistica di portare a compimento le procedure sanzionatorie degli abusi e delle truffe perpetrate in danno degli assegnatari del piano di zona B50 Montestallonara, le soluzioni agli enigmi procedurali finalmente individuate, poi ...il silenzio.

E mentre ci interroghiamo sull’inerzia dell’Amministrazione Capitolina, arriva la notizia dei primi pignoramenti, di quelli che, lo ricordiamo, sono alloggi costruiti con finalità pubbliche, con soldi pubblici e che proprio per questo la legge pone sotto la garanzia dello Stato.

Un epilogo annunciato che rappresenta perfettamente il paradosso di un’Amministrazione Pubblica che lavora per compartimenti stagni, dove una mano non sa cosa fa l’altra, ed ignora essa stessa, ad essere benevoli, le leggi che dovrebbe applicare e far rispettare.

Così in questa città, l’ordinaria amministrazione continua ad essere un evento straordinario di cui far vanto, e gli obblighi di legge sono ancora piegati e subordinati alle beghe interne di una burocrazia capricciosa e impreparata. Abbiamo l’impressione che c’è una lunga mano che mira a tenere le bocce ferme, a perdersi nel cercare cavilli piuttosto che soluzioni, le quali soluzioni sono tutte indicate nella corretta applicazione delle norme. Ma però la situazione va avanti e non si fermano le mire speculative su questo importante patrimonio pubblico.

Chi ne fa le spese sono gli assegnatari dei Piani di Zona, che tante speranze avevano riposto in questa consiliatura, che dopo quattro anni ancora si muove incerta e con estrema lentezza su un tema di cui già conosceva gravità e complessità e per il quale avrebbe dovuto da tempo approntare soluzioni e destinare sforzi e risorse idonei.

Il danno è enorme, enorme per lo Stato, che vede dilapidare il proprio patrimonio, ed enorme per gli assegnatari, i cui diritti sono ancora calpestati e che da anni denunciano irregolarità talmente evidenti che le Amministrazioni avrebbero dovuto affrontare immediatamente oltre che essere chiamate a rispondere delle loro responsabilità e per i danni arrecati ai cittadini e alle casse dello Stato.

ASIA-USB

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