ROMA, USB: 10 DOMANDE ALLA SINDACA VIRGINIA RAGGI. 4 OTTOBRE CONSULTAZIONE POPOLARE, TUTTI IN CAMPIDOGLIO

ROMA USB: 10 DOMANDE ALLA SINDACA RAGGI

CONSULTAZIONE POPOLARE

Martedì 4 ottobre, ore 16.00, tutti in Campidoglio

Roma -


Che il compito di governare una grande città come Roma costituisse una sfida complicata per la nuova giunta a cinque stelle era cosa risaputa. Fin dal giorno dell’insediamento si è avvertito un clima di aperto boicottaggio, guidato dalle maggiori testate giornalistiche e televisive. E peraltro viviamo un’epoca nella quale alle amministrazioni locali vengono sottratti poteri, competenze e soprattutto risorse. Il Decreto Madia, per esempio, che mira a privatizzare gran parte dei servizi, è un altro tassello che il governo Renzi si appresta a varare nei prossimi mesi, per togliere potere alle comunità locali.

E tuttavia, che la nuova amministrazione fosse partita con il piede sbagliato lo abbiamo avvertito fin dai primi giorni, quando nei diversi ruoli chiave della giunta ci si preoccupava più di inserire figure interne al cerchio magico della sindaca che persone effettivamente disposte a mettere in pratica il programma con il quale si sono vinte le elezioni. Nel bailamme delle nomine, revoche e dimissioni è sfuggito l’oggetto del contendere e si è assistito ad uno scontro tra correnti e cordate come se fossimo ripiombati nel vecchio sistema.

Abbiamo chiesto già dai primi di luglio alla nuova sindaca di poterla incontrare per affrontare un largo spettro di questioni, a cominciare dal reperimento delle risorse e dalla richiesta di una maggiore attenzione sulla gestione dei fondi europei che già ponemmo, inascoltati, alla giunta Marino.

Siamo un’organizzazione conflittuale che non lesina critiche né è disposta a fare sconti a nessuno. Più passa il tempo e più le domande inascoltate che crescono tra i lavoratori e nella città aumentano. Le aspettative suscitate durante la campagna elettorale non aspetteranno ancora tanto a trasformarsi in protesta se non si comincerà a dare risposte.

Noi abbiamo dieci domande che vogliamo rivolgere pubblicamente alla sindaca Raggi e sulle quali ci aspettiamo che si apra un confronto serio con la città. Non sono certo le uniche domande rilevanti ma costituiscono per noi di USB i quesiti più impellenti.

Insieme ad altri movimenti sociali, associazioni e comitati di cittadini ci aspettiamo che la giunta e soprattutto la sindaca accettino la sfida di discutere con i cittadini e i lavoratori nella giornata che si sta costruendo in Campidoglio per i primi di ottobre, a 100 giorni dall’insediamento.

Siamo convinti che l’unico modo per costruire un cambiamento vero sia di dare più forza ai cittadini ed ai lavoratori, più potere in basso, più decentramento, più partecipazione attiva.

 

1.       Molti cittadini e movimenti sociali hanno chiesto durante la campagna elettorale che la nuova giunta mettesse in trasparenza il debito, avviando un percorso di audit pubblico, rendendo noti i creditori, evidenziando come si è accumulato il debito e verificandone l’effettiva legittimità. Nei diversi avvicendamenti nel ruolo di assessorato al Bilancio questo argomento non è stato mai citato. La giunta è interessata ad un audit sul debito di Roma?

2.       E’ stato più volte affermato che si vuole coinvolgere nella gestione dei rifiuti anche ACEA e non ci sembra casuale che in questi mesi sia avvenuta una cessione di quote azionarie da Caltagirone alla Suez, multinazionale francese specializzata proprio nella gestione dei rifiuti. Se e con quali funzioni avverrà il coinvolgimento di ACEA nella gestione dei rifiuti di Roma?

3.       La scelta di non privatizzare i servizi, a partire dai rifiuti, i trasporti, l’acqua e gli asili è stata più volte riaffermata con forza durante la campagna elettorale. Eppure, dopo le prime dichiarazioni da candidata sindaca sull’ACEA relative alla rimozione del management dell’azienda in quanto troppo sbilanciato verso gli investitori privati, nessuna direttiva politico-sociale è stato impartita al management. Sul fronte trasporti, non sono state sanzionate le ripetute irregolarità delle aziende del trasporto privato. Sul fronte degli asili non è ancora chiaro il piano assunzionale per il precariato storico. La difesa del carattere pubblico delle aziende che erogano servizi di interesse collettivo è ancora una priorità della giunta?

4.       Negli ultimi anni si sono moltiplicate le denunce e le inchieste della magistratura attorno alle truffe ormai conclamate dei Piani di Zona. Il Movimento 5 Stelle ha sostenuto la necessità di revocare le convenzioni con le ditte e le cooperative che hanno truffato i cittadini non solo per ripristinare la legalità ma anche per salvare migliaia di cittadini che sono sotto sfratto. Perché non si è ancora proceduto con le revoche?

5.       L’annosa questione del salario accessorio e del rinnovo del contratto per i dipendenti comunali si trascina da tempo, anche per responsabilità del governo Renzi. L’impegno della sindaca era di affrontarla come priorità, ma la mancanza di una reale interlocuzione con i dipendenti e la scelta di un personaggio così discusso come il dott. Raffaele Marra alla direzione del personale vanno nella direzione contraria. Proprio nel ruolo di direttore del personale alla Regione Lazio sotto la giunta Polverini il dott. Marra era già incappato in contestazioni. Perché la scelta di affidarsi a dirigenti e tecnici di discussa provenienza?

6.       E’ stata ribadita più volte durante la campagna elettorale la necessità di risparmiare soldi pubblici, anche evitando la dispersione di risorse nei numerosi subappalti della pubblica amministrazione, ricorrendo alla reinternalizzazione dei servizi e della manodopera. Alcuni appalti di servizi in scadenza in Atac sono stati assegnati temporaneamente alla municipalizzata Multiservizi, che li ha immediatamente subappaltati ad aziende private (in alcuni casi le stesse che gestivano il servizio in Atac).  E’ questo il modello di “reinternalizzazione” che si intende adottare anche in futuro?

7.       Mentre nel programma elettorale il tema del diritto all’abitare aveva giustamente ricoperto una grande rilevanza, ancora non c’è un piano di intervento straordinario mirante a fermare la piaga degli sfratti e a dare una risposta in breve tempo a decine di migliaia di famiglie. Perché si è deciso di rinunciare ad un vero e proprio “assessorato alla casa”, mettendo così in secondo piano quella che rappresenta una vera e propria emergenza per la città?

8.       Migliaia di cittadini hanno chiesto a gran voce la chiusura dell’impianto di Rocca Cencia, con petizioni, assemblee, manifestazioni, per difendersi dai miasmi insopportabili che infestano interi quartieri della periferia est della città. Quando chiuderà l’impianto/discarica di Rocca Cencia?

9.       Di fronte al taglio dei servizi, al forte tasso di disoccupazione, all’aumento della povertà e alle politiche del governo Renzi che continuano ad accanirsi contro i settori più fragili della società, ha suscitato interesse la proposta avanzata in campagna elettorale del Reddito di cittadinanzamunicipale.  Che fine ha fatto?

10.   Per sostenere e portare a compimento un programma di vero cambiamento nella città non bastano dei bravi ed onesti tecnici. A cominciare da un Nuovo Piano Regolatore Sociale per passare ad un Piano sulla Mobilità, ai Programmi di Rigenerazione Urbana delle periferie fino all'attuazione dei fondi comunitari legati al PON città metropolitane è urgente la costituzione di strumenti di partecipazione e di condivisione che rendano protagonisti i cittadini e i lavoratori. Quando intende passare la giunta dal semplice ascolto all’attuazione della partecipazione attiva della cittadinanza alle decisioni della città?

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