San Siro. Via Civitali, basta speculazioni dell'Aler. Assemblea il 5 maggio.

Milano -

San Siro. Via Civitali 30. Una palazzina con una storia controversa che per anni è stata abbandonata e che adesso torna al centro dell'attenzione e delle mire speculative di Aler.

Doveva essere ristrutturata già nel 2003, quando furono finanziati oltre 3,4 Milioni di euro. La maggior parte degli inquilini furono messi in mobilità, su 60 appartamenti 55 furono lasciati vuoti, per anni. Molti appartamenti delle  scale C-D furono occupati da famiglie in stato di necessità, che vedendole vuote ne fecero la propria casa. 

 

I soldi sparirono e i lavori non furono mai completati, lasciando due scale interamente murate per anni. 

 

Ora sono stati stanziati altri soldi per questo stesso progetto, ed Aler, volendo ancora una volta guadagnare da queste ristrutturazioni, ha detto di essere intenzionata a sgomberare le famiglie occupanti, senza porsi il problema di dove vadano a stare. 25 famiglie con più di 40 bambini, molti dei quali vanno a scuola in zona. 

Non ci opponiamo a progetti di riqualificazione, se sono veri e non solo di facciata per continuare a speculare, ma desideriamo che vengano date delle soluzioni dignitose a queste famiglie, che sono parte dell'emergenza abitativa di questa città.

La situazione nei quartieri popolari non è altro che la diretta conseguenza di anni di mala-gestione del patrimonio pubblico e della non assegnazione delle migliaia di case vuote, dello sperpero delle risorse utilizzate per le speculazioni e l'arricchimento di pochi anziché per riqualificare le centinaia di palazzine in stato di abbandono: tutto nella stessa direzione di distruzione delle politiche sociali e di welfare come ad esempio viene rappresentato dalla nuova proposta di legge regionale.

Via Civitali è solo uno dei tanti esempi della gestione mafiosa e clientelare che Aler ha messo in atto negli ultimi 15 anni, che ha portato questo ente, che dovrebbe pensare ai bisogni abitativi di chi non riesce a sostenere un affitto di mercato, ad avere un buco di bilancio di oltre 400 Milioni di euro, fatto attraverso  consulenze d’oro, appalti truccati e finte ristrutturazioni (proprio come in Via Civitali 30) e che ha lasciato oltre 10mila case popolari vuote e più di 28748 alloggi a rischio folgorazione ed in pessimo stato.  

Mentre a Milano crescono gli sfratti ( 15mila nel 2015 ) e salgono le famiglie in lista d’attesa per una casa popolare ( 24mila ), la scelta di Comune, Aler e Regione è quella di continuare a gestire l’emergenza come un problema di ordine pubblico, invece di trovare delle soluzioni concrete.

 

In questo contesto la Regione Lombardia mira a far passare una legge che permetta di speculare ancora sulle case popolari. Questi esempi rendono chiara la volontà di non guardare ai bisogni delle persone e di non risolvere l’emergenza abitativa: è un BUSINESS, che fa gola ai soliti noti!

 

A differenza di chi continua ad alimentare una guerra tra poveri dai media ai politicanti di turno, sappiamo che il nemico non è l'occupante, il migrante o il povero, ma lo stesso potere che ci sottrae i diritti; sappiamo che per conquistarsi una possibilità o un diritto l'unico modo possibile è la solidarietà, il mutuo soccorso e la lotta quotidiana e dal basso, che organizza la riqualificazione delle case, delle strade abbandonate e dei cortili lasciati al degrado, e trasforma quei quartieri che vorrebbero ghetti in quartieri aperti e solidali.

 

Giovedì 5 maggio invitiamo tutt* a partecipare al presidio davanti alla prefettura per chiedere blocco di sfratti e sgomberi, SANATORIA PER TUTTI GLI OCCUPANTI PER NECESSITA', soluzioni reali e concrete per Via Civitali 30.

 

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