SARZANA. UNA TRAGEDIA, DI CUI FARSI CARICO

Comunicato di ASIA-USB Genova

Genova -

Morire per uno sfratto non è solo fragilità, è un fallimento di Stato. Un fallimento che ha nomi, cognomi e responsabilità.

La terribile tragedia accaduta oggi, ai danni del sessantenne che ha scelto di togliersi la vita prima dell'arrivo dell'ufficiale giudiziario, non è un fatto di cronaca isolato. È un tragico segnale che non può essere ignorato, l'uomo si trovava schiacciato dal peso di un lavoro perso e di uno sfratto esecutivo.

Quando si perde il lavoro, la casa passa da essere una colonna portante ad un traliccio instabile sul punto di cadere, portando con sé ogni certezza e come in questa tragedia la speranza stessa di vita.

La precarietà contrattuale e i salari da fame tolgono alle persone la possibilità di pianificare il futuro e di garantire una stabilità al proprio tetto. Il costo della casa è diventato insostenibile rispetto ai salari medi, trasformando il diritto all'abitare in un privilegio per pochi.

La carenza cronica di case popolari consegna migliaia di famiglie e persone sole al mercato privato. È necessario ricominciare a investire nell'edilizia pubblica, cercando di evitare ulteriori consumi di suolo e quindi riappropriandosi del patrimonio consegnato ai privati negli ultimi decenni. Oramai ci troviamo in una fase in cui l'emergenza è all'ordine del giorno. Non si tratta di una crisi passeggera, ma del risultato di anni di scelte di disinvestimento nelle politiche sociali, affossando il diritto all'abitare. Queste scelte hanno conseguenze nella vita delle persone, fanno vivere con la costante paura di non arrivare a fine mese, di non riuscire a pagare la bolletta, di perdere l'unico tetto sopra la testa.

La casa deve essere un diritto.

Asia-Usb Genova