SECONDO GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME. ARRIVA IL SINDACO. NEL POMERIGGIO PRIMO MALORE.

PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO DEL CAMPIDOGLIO.

Roma -

COMUNICATO STAMPA
DAL PREDIDIO DI PIAZZA SS. APOSTOLI

Roma, 19 giugno 2012

Secondo giorno di sciopero della fame. Arriva il Sindaco

 Prosegue in piazza SS Apostoli lo sciopero della fame di 10 inquilini/e resistenti e di Angelo Fascetti coordinatore nazionale di AS.I.A./USB. Dopo quasi 24 ore dall’inizio di questa forma di protesta estrema, sotto un caldo torrido, il sindaco Gianni Alemanno è passato al gazebo che ospita i manifestanti. Questo è avvenuto intorno alle 11.30 è ha visto la presenza oltre agli scioperanti anche di numerosi altri inquilini presenti a sostegno dell’iniziativa.

Dopo un colloquio fatto davanti a tutti/e il sindaco si è impegnato su 4 punti. Innanzitutto ha cercato un contatto con il ministro Fornero, più volte sollecitata anche da manifestazioni organizzate dagli inquilini con AS.I.A./USB, titolare di un dicastero che ha funzione di controllo sulle dismissioni ed ha la titolarità per convocare il tavolo interistituzionale necessario per affrontare l’emergenza sociale provocata dall’attuale situazione. In secondo luogo, il sindaco ha accettato di lavorare all’unificazione delle mozioni presenti in parlamento che chiedono la moratoria immediata degli sfratti, degli aumenti d’affitto e delle vendite a terzi nei processi di dismissione. Come terza questione, non di minore importanza, Alemanno chiederà alla governatrice della Regione Polverini di affrontare insieme le vicende che hanno spinto gli inquilini allo sciopero della fame, sollecitandola nelle sue funzioni di sostegno ai mutui e nelle tutele di chi non può acquistare e nella difesa del reddito delle persone, reddito che non può essere tutto destinato a pagare affitti in costante aumento. Infine il sindaco si è impegnato personalmente par ottenere un blocco generalizzato degli sfratti.

Il nostro giudizio seppur positivo per il fatto che il primo cittadino di Roma abbia deciso di interloquire direttamente con chi è in sciopero della fame, rimane cauto in attesa di fatti concreti. Sono due anni almeno che con decine di iniziative è stato posto un problema che apparentemente è sotto gli occhi di tutti e sono state avanzate proposte che a parole molti hanno condiviso. Ora siamo stati costretti allo sciopero della fame e qualche segnale inizia a vedersi. È chiaro che non ci fermeremo per questi timidi segni positivi e proseguiremo fino a quando la moratoria non sarà un atto formalizzato e il tavolo interistituzionale non avrà una data, una sede e dei partecipanti definiti.

Questa amministrazione ha programmato per il 26 e il 27 giugno prossimi gli Stati generali del sociale e della famiglia, sarà difficile raccontare che va tutto bene quando davanti la Prefettura ci sono persone di ottant’anni che stanno facendo lo sciopero della fame e ci sono “famiglie ferite dalla precarietà”, usando le parole del pontefice, che sono costrette a gesti estremi per richiamare l’attenzione sui loro problemi.

Quindi lo sciopero prosegue a oltranza, invitiamo tutti a portare solidarietà a chi è impegnato in questa lotta. Al gazebo si sta aggiungendo un camper e nelle prossime ore tutti e tutte coloro che sono in sciopero della fame verranno visitate da un medico che controllerà lo stato di salute di ognuno/a.

.AS.I.A.-USB

COMUNICATO STAMPA
DAL PREDIDIO DI PIAZZA SS. APOSTOLI

PRIMO MALORE AL PRESIDIO DI PIAZZA SS APOSTOLI

Beti Piotto, 61 anni, una delle inquiline resistenti con lo sfratto esecutivo richiesto dall’Enpaia dopo l’aumento dell’affitto pari all’80% in più di quello precedente e impossibile da sostenere per lei e che nella giornata di ieri ha iniziato lo sciopero della fame insieme ad altri 9 inquilini in piazza SS Apostoli, alle 16.30 è dovuta ricorrere alle cure di un medico per un forte calo di pressione dovuto al gran caldo e allo sciopero che sta sostenendo da ieri.

Un’ autoambulanza del 118 è arrivata per portare soccorso e verificare lo stato di salute di Beti. Dopo il controllo è stata consigliata di interrompere lo sciopero, ma Beti ha deciso di proseguire nella protesta e continuare nel digiuno.

La determinazione degli inquilini e delle inquiline è fondamentale soprattutto di fronte a promesse che sembrano lontane dall’essere mantenute. Siamo ancora in attesa di un primo riscontro sugli impegni presi dal sindaco che oggi si è presentato al presidio pieno di buona volontà.

Se gli inquilini si devono accontentare solo della buona volontà sicuramente non avranno le risposte che cercano. Fanno bene dunque a continuare e hanno il pieno sostegno di AS.I.A./USB e dei movimenti per il diritto all’abitare.

Roma, 19 giugno 2012

 


Roma: emergenza abitativa, Alemanno incontra inquilini in sciopero fame

Roma, 19 giu. - (Adnkronos) - Questa mattina il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, insieme al presidente del IV Municipio, Cristiano Bonelli, delegato alla gestione delle problematiche degli inquilini delle case deli enti previdenziali, si e' recato a piazza SS Apostoli per incontrare e sostenere il presidio degli inquilini di Asia, Usb e coordinamento dei Comitati Inquilini, che da ieri sono in sciopero della fame. Lo comunica il Campidoglio in una nota.

"Un'occasione per approfondire, direttamente con persone che vivono sulla propria pelle il dramma di poter perdere la casa o di vedersi raddoppiato l'affitto, il problema dell'emergenza abitativa - si legge nella nota - tema sociale che deve prescindere dalle appartenenze politiche. Motivo della protesta e' la dismissione degli immobili ex enti previdenziali pubblici, oggi privatizzati, che fa correre seri rischi di perdere l'alloggio in cui vivono a circa 60mila famiglie in Italia di cui oltre il 70% solo a Roma".

"Con loro il sindaco ha preso l'impegno di sollecitare il ministro Fornero per la convocazione di un tavolo, gia' chiesto alcune settimane fa, con cui affrontare i problemi tecnici legati alla normativa vigente - prosegue la nota - Inviterà quindi a presentare in Parlamento una mozione unitaria che consenta di bloccare le dismissioni, congelare il rinnovo dei contratti e l'esecuzione sfratti, per avere modo in questo anno di cambiare la normativa vigente che non tutela in maniera adeguata gli inquilini".

"Alla Regione Lazio, che tra le deleghe ha anche la questione casa, il sindaco chiederà di aprire un tavolo per valutare l'ipotesi di mettere a disposizione risorse, che la Regione ha, utili a favorire l'acquisto di immobili o da indirizzare, ad esempio, per attivare mutui agevolati - conclude - Il sindaco infine, in considerazione anche dei gia' importanti numeri legati all'emergenza abitativa, interpellerà Questore e Prefetto per un blocco immediato degli sfratti per finita locazione".


COMUNICATO STAMPA

 CASA: UDC, STOP SFRATTI INQUILINI CASE ENTI PRIVATIZZATI E MORATORIA SU AUMENTI CANONI

Mozione deputati centristi: “Rischiano 60 mila famiglie, tavolo con governo per evitare emergenza sociale”

ROMA, 19 GIU – L’Udc ha depositato alla Camera una mozione che impegna il governo “ad attivare un tavolo tecnico” per risolvere la situazione “delle circa 60 mila famiglie, di cui 40 mila solo a Roma, che alloggiano negli immobili di proprietà degli enti previdenziali privatizzati”, prevedendo una “sospensione immediata delle procedure di sfratto in corso e una moratoria degli aumenti dei canoni o dei prezzi di vendita”.

“A seguito della privatizzazione di numerosi enti previdenziali pubblici (Enpaia, Enasarco, Enpam, Enpaf, Enpav, Fimit, Cassa Forense e altri) - si legge nel testo della mozione, firmata dal deputato Armando Dionisi e da altri 11 parlamentari Udc tra cui il segretario Lorenzo Cesa – venivano fissati, quali termini di riferimento per la determinazione del prezzo degli immobili pubblici oggetto di cartolarizzazione e di locazione, i valori di mercato rilevati nel mese di ottobre <st1:metricconverter w:st="on" productid="2001”">2001”</st1:metricconverter>.

“Per effetto di una discussa norma di interpretazione autentica – spiegano i deputati Udc - l’obbligo di vendita e di fissazione di canoni di affitto ai valori del 2001 è stato disapplicato. L’assenza del vincolo di applicare tariffe calmierate ha prodotto un aumento dei canoni di locazione dall’80 al 100%, insostenibile per moltissimi degli inquilini”.

“L’utenza interessata da questi rincari – spiegano i parlamentari Udc - è composta in prevalenza da soggetti anziani, pensionati, monoreddito, disabili e varie categorie disagiate, per le quali gli aumenti rappresenterebbero l’anticamera certa dello sfratto”. “Serve l’intervento del governo – conclude l’on. Dionisi – per scongiurare una vera e propria emergenza sociale. Alle persone che manifestano in queste ore la nostra vicinanza non solo ideale ma concreta in Parlamento”.

Ufficio Stampa Udc

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