VERSO L'ASSEDIO DEGLI STATI GENERALI DI ALEMANNO.

Roma -

A tre anni di distanza dall’insediamento di Alemanno sullo scranno più alto del campidoglio non c’è traccia dei cambiamenti da lui con tanta veemenza annunciati in campagna elettorale. Al contrario Roma appare come una città immobile che affonda giorno dopo giorno nella corruzione e nel malaffare e soprattutto immersa in una crisi urbanistica e sociale sempre più profonda e drammatica. In questo contesto, di fronte ad un senso di disagio e di allarme sempre più diffuso fra i cittadini, dopo innumerevoli rinvii, il primo cittadino della capitale proclama la convocazione degli “Stati generali di Roma” per il 22 e 23 Febbraio prossimo annunciando persino la partecipazione di Tremonti e Berlusconi. Forse ultima possibilità di rilanciare la sua immagine e giocare fino in fondo la partita romana, forse ultima possibilità di trovare un elegante via d’uscita dopo l’imbarazzante esperienza di governo della città, comunque si guardi a questo appuntamento e a questa fase, due cose rimangono certe: la vetrina che in fretta e furia il sindaco si appresta ad allestire nulla ha a che vedere con l’apertura di un dialogo vero e partecipativo con la città; il disegno che Alemanno immagina e tenterà di verniciare e rilanciare, continua pericolosamente a coincidere con i desideri della rendita e dei nuovi centri di interessi economico e finanziario. Neppure l’immaginario Olimpico di una città che verrà potrà però cancellare la realtà di una metropoli dalla mobilità soffocata, del degrado ambientale, della cultura negata, dell’esclusione e della segregazione del diverso, il presente di una Roma che rappresenta sempre più solo la capitale della crisi, della precarietà e del cemento. Si fa largo, infatti, in ogni angolo della città una emergenza abitativa sempre più drammatica ed incontrollabile, crescono i prezzi delle merci di prima necessità e le tariffe dei servizi, vengono cancellate sotto i colpi dei tagli e delle esternalizzazioni le già scarse reti di welfare, mentre si apre la strada la privatizzazione delle aziende che gestiscono i servizi fondamentali: ACEA, ATAC e AMA in testa. Il diritto allo studio e all’

educazione, l’accesso alla cultura ed ai saperi a Roma sono beni sempre meno accessibili, sempre più piegati alle leggi dei del mercato; nelle periferie e non solo la sensazione di vivere un naufragio è percepita chiaramente ed i mega progetti di trasformazione urbana che vedono coinvolti quartieri molto diversi come Torbellamonaca e l’Eur o che passano per operazioni scellerate come la svendita delle caserme e del patrimonio pubblico non solo non convincono, ma vengono percepiti solo come nuove occasioni di speculazione e saccheggio. Alemanno, come e peggio dei suoi predecessori, vuole ridisegnare attorno agli interessi della rendita e delle banche, attraverso una forsennata aggressione privata ai danni dei nostri territori, i tratti di una Roma segnata dalla frammentazione delle relazioni sociali e dalla precarietà del lavoro e della vita. Le importanti mobilitazioni di questi ultimi mesi, però, esprimono un forte dissenso nei conforti delle scelte di governo della città, una crescente lontananza dei cittadini da un ceto politico sempre più distante dai problemi quotidiani, già mostrano l’altra faccia della medaglia: un'altra città vera e vitale che costruisce e partecipa, che si autorganizza e che lotta per i propri diritti, che non ha paura di mettersi in gioco in prima persona, oramai è scesa in campo. Siamo convinti che tanti uomini e tante donne che come noi abitano ed animano questa città non abbiano nessuna  intenzione di subire altri soprusi come di firmare a nessuno altre deleghe in bianco. Proprio dalle mille esperienze di attivazione, dalle resistenze e dalle lotte che rendono questa città ancora viva ed indomita, crediamo provenga la richiesta e la spinta che può generare una grande mobilitazione in grado di infrangere la vetrina con cui si vorrebbe sottrarre di nuovo la città ai suoi abitanti, mettendo in rete ed in sinergia esperienze, saperi, idee, accumulando la forza necessaria a costruire e conquistare un’altra Roma CITTA’ BENE COMUNE. Insieme dobbiamo camminare risoluti/e verso gli Stati Generali che si terranno all'Eur, quartiere simbolo delle annunciate “valorizzazioni” urbanistiche, costruendo la nostra critica ed elaborando la nostra proposta.

Vediamoci Martedì 8 febbraio alle ore 17.30 

presso l’ex cinema teatro Volturno (via Volturno 37)
per una prima ASSEMBLEA CITTADINA.

Prepariamo
soprattutto per Sabato 19 Febbraio
una grande MANIFESTAZIONE CITTADINA,
un corteo che dalle periferie giunga in centro, sulla piazza del Campidoglio, preparando per il 22 e 23 Febbraio un rumoroso e visibile ASSEDIO.

La città è nostra, riprendiamocela!

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