Vip, politici, generali e sindacalisti: tutti gli affitti di favore dell'Enasarco

Roma -

Interpellanza dei grillini alla Camera: «Ora una moratoria. Il presidente Boco non ha i requisiti per quella poltrona»

ROMA - Il generale Giuseppe Magliocco che guida l'unità investigativa della Finanza contro il crimine organizzato (Scico) e paga 650 euro per un appartamento di 120 metri quadri sulla Colombo. Suo padre Francesco che, per 59 metri quadri, ne paga invece 283 al mese.
E poi: Giuseppe Barbagallo dell'Ente previdenziale dei lavoratori agricoli, Giuseppe Selvaggi dell'Uniat, sindacato inquilini della Uil che siede al tavolo delle trattative con gli enti.

Un'interpellanza del Movimento a Cinque Stelle riapre, nome per nome, il capitolo sulla già controversa cessione del patrimonio Enasarco e proietta i grillini al cuore dell'emergenza abitativa romana. Battesimo politico infuocato per Roberta Lombardi che annuncia: «Dietro questo primo passo c'è un progetto e prima di tutto la richiesta di moratoria. Si sospendano per un anno mutui e affitti agli inquilini sia per finita locazione che per morosità e poi si apra un tavolo con i soggetti interessati (Enti, ministero dell'economia, inquilini, ndr) per rimettere le dismissioni su binari trasparenti ed effettuare una nuova perizia sul valore attuale degli immobili».

La vicenda delle dismissioni Enasarco, con il suo carico di nomi illustri, era approdata in procura, un paio di anni fa, anche in seguito a una serie di inchieste che documentavano corsie preferenziali e favoritismi.


Sull' «affittopoli» dell'ente guidato da Brunello Boco vi fu una raffica di interrogazioni da parte dell' Idv, seguita da una denuncia proprio sul prezzo applicato agli inquilini. Perchè l'Enasarco, in quanto cassa previdenziale, non solo ha beneficiato di fondi pubblici ma, come ricorda l'interpellanza della Lombardi, anche della contribuzione obbligatoria, una sorta di finanziamento pubblico a sua volta. Ma poi a fronte di questo «L'ente ha ancora edifici mai bonificati dall'amianto» ricorda la capogruppo grillina alla Camera sottolineando anche che «Boco non ha i requisiti per sedere alla presidenza dell'ente, non essendo mai stato un agente di commercio ma un sindacalista di professione».

Diciassettemila appartamenti messi in vendita negli ultimi 5 anni a cifre che oggi, al tempo della crisi, lasciano sbalorditi. Ma che allora, un paio d'anni fa, specie alle famiglie che potevano riscattarle con lo sconto del 30%, sembrava la soluzione per la vita.

Tra gli invidiati inquilini Enasarco, politici, dirigenti Rai, sindacalisti ma soprattutto gli stessi vertici (ed ex vertici) dell'ente. E in primis Boco che ha la disponibilità di due case, una a Roma e un'altra a Milano. Inquilino di una casa degli agenti di commercio anche l'ex generale del Sismi, Niccolò Pollari, Maria Burani Procaccini già deputata di Forza Italia e suo figlio Nicola portavoce dell'ex ministro Giorgia Meloni. Tra i direttori Rai, è inquilino Massimo Liofredi, di Raidue. Tra i pochi a rinunciare alla casa Enasarco, invece, l'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli. Un bel gesto, compiuto proprio quando tra i militanti della Lega soffiava il vento di un'esigenza moralizzatrice, poco prima dello scandalo Belsito.

isacchettoni@rcs.it

22 maggio 2013 | 11:25

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