CHE SUCCEDE A BOLOGNA?

Se per la sinistra il territorio è diventato uno strumento per la produzione di rendita e non l’habitat dei cittadini di oggi e di domani, succede anche questo.

Corriere della Sera, 1 maggio 2011.

Bologna -

 È una notiziona.
«Beh...».

Leggo il titolo di «ItaliaOggi»: «L’architetto rosso diventa verde» .
«E va bene, sì, ammetto possa essere una notizia il fatto che il sottoscritto, Pier Luigi Cervellati, assessore all’Urbanistica di Bologna fra il 1964 e il 1980, alle prossime elezioni amministrative voterà per il Manes Bernardini, candidato sindaco leghista...».

 Architetto, lei è stato molto di più di un assessore: lei è stato il più famoso e apprezzato urbanista del Pci, il creatore di quella Bologna pedonalizzata e vivibile, molto comunista e però anche molto ammirata, studiata, imitata...
«E adesso vuol sapere se a 74 anni sono diventato leghista? No, leghista no, perché su tanti temi, dall’immigrazione alla sicurezza, con quelli del Carroccio non mi trovo. Ma poiché qui dobbiamo eleggere un sindaco, io penso che sia giunto il momento di andare al di là delle ideologie e di dare fiducia a un giovane di 38 anni, il Bernardini appunto, che, da tempo, con i fatti e con serietà, dimostra di avere a cuore le sorti di questa città, che vive un inesorabile declino culturale ed economico» .

Lei perciò pensa che...
«Io sono assolutamente deluso da ciò che ha combinato da questa parti, negli ultimi anni, il centrosinistra, prima con Cofferati e poi con Delbono... Vede, io sono un urbanista, e perciò sono sensibile ad alcune faccende. Una di queste è quella che riguarda quei giganteschi autobus Civis, quei filobus che dovrebbero essere a guida ottica e che rappresentano un follia per questa città, così grossi, difettosi, mostri d’acciaio che non risolvono il problema del traffico di Bologna e che rischiano solo di far venire giù, con terribili vibrazioni, le Due Torri.
Ecco: su questo problema, il Bernardini s’è impegnato, ci ha portato a Roma dai suoi amici ministri leghisti, insomma ha dimostrato di essere sensibile a un problema che, per i bolognesi, è grosso, serio» .

La Lega, tra la gente, come faceva il Pci. Sta pensando a questo, vero?
«Sì, sto pensando a questo. E senza un filo di nostalgia» .

Non ci credo. «E invece deve crederci! È solo, tragicamente, un problema pratico. Il punto politico, si sarebbe detto una volta, è che la Lega affronta le questioni che riguardano la città, il bene comune, cercando di mettersi dalla parte del cittadino. Mi creda: questi della Lega ti ascoltano, cercano di capire, valutano con te, stanno con te. Mentre...» .

Continui, architetto.
«Ma no...» .
Ma sì. Coraggio.
«No, dico: vogliamo parlare di tutte quelle aree militari che nelle promesse degli anni passati sarebbero dovute diventare magnifici parchi verdi e che invece si sono tramutate o stanno per tramutarsi in grandi alberghi?» .

Lei, architetto, pone anche la questione del cosiddetto Passante Nord...
«Che non riguarda, è chiaro, il cuore di Bologna, ma che è un segnale preciso, enorme, di come si cementifichi la pianura con un’opera altamente inquinante, con manovre economiche poco chiare, con i privati che partecipano a un fantomatico "financial project"...» .

Questi suoi ragionamenti così gravi, in un momento in cui la segreteria del Pd è guidata dall’ emiliano Bersani. «Pensa forse che quando c’erano Veltroni e Cofferati fosse meglio? Vede, qui siamo ben oltre la questione morale: qui deve tornare ad essere centrale l’attenzione al territorio e a chi vi abita. E la sinistra, purtroppo, ha dimenticato come si fa» .

(Canta Francesco Guccini nell’ultima strofa della canzone «Bologna» : «Bologna ombelico di tutto/mi spingi ad un singhiozzo e ad un rutto/rimorso per quel che m’hai dato/che è quasi un ricordo/e in odor di passato...» ).