Emergenza abitativa a Cagliari, Zedda: "Stato e Regione intervengano"

Cagliari -

L'assessore Maninchedda: "Presto novità su Area e una legge per arginare l'emergenza"

Cagliari, l’emergenza abitativa dilaga in città: sono oltre 1500 i cagliaritani in attesa di un alloggio popolare, e l’incubo sfratti da parte di Area che si fa sempre più pressante. Oggi un dibattito in Consiglio comunale a Cagliari sull’housing sociale, alla presenza dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda, che ha annunciato imminenti novità su Area, agenzia regionale per l’edilizia abitativa, e sottolineato la necessità di una legge regionale per arginare l’emergenza casa. Il sindaco Massimo Zedda: “serve l’intervento dello Stato e della Regione – ha spiegato – a Cagliari così come in tutta l’area vasta. Ma servono anche dei percorsi di emancipazione che portino queste persone all’autonomia: non si può ricorrere all’assistenzialismo a vita”.

La Regione. “Serve una norma ad hoc sull’emergenza abitativa – ha spiegato in Aula  l’esponente della Giunta Pigliaru – Credo che continuare a puntare sulla manutenzione degli alloggi  popolari sia uno spreco di soldi pubblici. Per quanto riguarda Area ci saranno presto delle novità: nei conti dell’agenzia ci sono 100 milioni di euro, ma l’esercizio 2012 risulta in perdita”.

Il Comune. Il tema dell’emergenza abitativa a Cagliari tiene banco da tempo dentro l’Aula di Palazzo Bacaredda, con ordini del giorno, in particolare quelli presentati da Claudio Cugusi, La Base, e il gruppo consiliare del Pd, dopo l’approvazione del bilancio di previsione. Ma anche fuori dal Municipio: Marisa Depau, Sel, e Enrico Lobina, Fds, sono da mesi in prima linea contro gli sfratti di Area, e per sottolineare la necessità di intervenire sul problema casa. “Occorre dare delle risposte concrete ai 1500 cittadini che attendono di avere un alloggio Erp – ha sottolineato Claudio Cugusi – e allo stesso tempo evitare il continuo spopolamento della città: in questi anni oltre 20 mila persone, soprattutto giovani coppie, si sono trasferite nell’hinterland dove i costi degli immobili in affitto e in vendita sono decisamente più accessibili”.

Tra gli obiettivi quello di “ristrutturare i palazzi del centro storico di proprietà privata o pubblica, procedendo anche all’entrata in vigore del Pian particolareggiato del centro storico”, ma anche “promuovere la realizzazione di nuovo abitare sociale mediante il cambio di destinazione urbanistica che consenta il riuso di quanto, pubblico e privato, era stato costruito originariamente per altri scopi, come scuole, industrie, laboratori, servizi, uffici”. E “prendere in locazione interi complessi abitativi invenduti e sublocarli a prezzo sociale, col vantaggio che l’impresa avrebbe la garanzia piena del pagamento del canone, seppur inferiore a quello di mercato”. Nella foto gli alloggi Erp di Sant'Elia.

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