Finanziare una guerra val bene una dismissione!

di Ylenia Sina (26-03-2011)

 

 

Roma -

Con l’occupazione dell’ex caserma di via dei Papareschi a Roma avvenuta giovedì mattina i movimenti per il diritto all’abitare hanno ricordato, ancora una volta, l’urgenza che impone l’emergenza abitativa della capitale. Centinaia di famiglie senza casa hanno affermato che le soluzioni promesse dall’amministrazione comunale, l’ultima volta con la firma di Protocollo di Intesa siglato un mese fa, non possono più aspettare e devono trasformarsi subito in passi concreti. Che un patrimonio pubblico come le ex caserme che il Ministero della Difesa e il Comune di Roma vogliono “valorizzare” vendendole ai privati servono alla città come case popolari, asili, ambulatori e servizi pubblici. Ma non solo. L’occupazione di un luogo militare per eccellenza, come una caserma, ha riportato sotto gli occhi di tutti la necessità di opporsi alla guerra libica. «Fermiamo le dis/missioni, contro la guerra, per l’uso pubblico delle caserme» era lo slogan che ha portato centinaia di famiglie a occupare uno spazio che prima di essere ceduto al Comune, che avrà il compito di venderlo ai privati, era del Ministero della Difesa. E’ così che un enorme patrimonio di ex “luoghi militari” è destinato ad essere trasformato in alloggi di lusso, alberghi, centri commerciali. Dalla vendita di questo patrimonio solo un 20%, circa 500 milioni di euro, finirà nelle casse del comune mentre la parte più consistente andrà a rimpinguare le casse del Ministero della Difesa. Un filo sottile lega il tentativo di fare profitto da un bene pubblico che potrebbe risultare tanto prezioso alla città a quella guerra che si sta combattendo dall’altra parte del Mediterraneo. E venerdì mattina lo scenario che si sono preparati a vivere diverse occupazioni cittadine, che dopo l’occupazione della caserma di via dei Papareschi sono state minacciate di sgombero, era un vero e proprio scenario di guerra. Centinaia di carabinieri e poliziotti antisommossa hanno militarizzato l’area attorno alla struttura pronti ad intervenire. E lo stesso è avvenuto fuori dall’occupazione di Generazione Precaria al Pigneto. Solo un incontro tra i movimenti e l’assessore alla Casa Alfredo Antoniozzi, fatto alla svelta in un centro anziani vicino all’ex caserma per il timore che i manganelli intervenissero prima della possibilità di un dialogo con l’amministrazione, ha permesso di evitare che la situazione degenerasse. Apertura di un tavolo di confronto con il Governo e la regione Lazio per affrontare il tema degli sfratti, degli inquilini degli enti previdenziali, della necessità di realizzare un piano straordinario di edilizia popolare. Verificare la possibilità di un blocco temporaneo degli sfratti, compresa la morosità incolpevole. Predisporre e presentare in un prossimo incontro fissato per Giovedì 31 alle ore 10,00 presso l’assessorato alla casa, il testo di una delibera finalizzata a riconoscere l’emergenza abitativa presente in città garantendo soluzioni certe. Questi gli impegni fatte dall’amministrazione comunale che l’assessore Antoniozzi ha spiegato di persona agli occupanti entrando nell’ex caserma che ora è stata svuotata in attesa di giovedì prossimo. Ma l’ex caserma di via dei Papareschi, così come tutte le altre sparse per la città, rimane un simbolo militare e uno spazio pubblico vuoto in una città in piena emergenza abitativa.

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