INQUILINI AI SINDACATI CONCERTATIVI: IL DIRITTO ALL'ABITARE SI DIFENDE CON LA LOTTA

Roma -

Gli inquilini di viale dei Colli Portuensi 187 e di via Pincherle 153/169 hanno scritto una lettera al Corriere della Sera, pubblicata oggi in cronaca di Roma, in risposta a un articolo apparso lo scorso 4 maggio sulle pagine del quotidiano in cui i sindacati Unione Inquilini e Sunia criticavano l'acquisto da parte dell'Ater degli appartamenti messi in vendita rispettivamente dal Fondo Pensioni- Unicredit e da Giacomazzi.

Corriere della Sera

Ci pensa il Corriere
«Quando il sindacato non aiuta gli inquilini»

Gentile redazione, in relazione agli articoli di Ilaria Sacchettoni del 4 maggio 2009 ('Casa l'emergenza', cronaca di Roma p. 3), noi inquilini di viale dei Colli Portuensi e di via Pincherle vogliamo chiarire alcuni passaggi che danno adito a fraintendimenti. Noi siamo le vittime di quell’ubriacatura liberista che per decenni ha imperversato sulla scena politica, creando l’illusione che il problema casa avrebbe trovato la sua soluzione rendendo tutti proprietari. Migliaia di famiglie, vittime più o meno consapevoli di questa suggestione, si sono indebitate. Chi ha comprato ora è sotto il tallone delle banche, vere proprietarie della loro casa.
I nostri redditi sono quelli di lavoratori dipendenti, piccoli artigiani, pensionati, redditi che non permettono di comprare casa.
Paghiamo da 500 a 900 euro d'affitto, senza contare le spese per bollette e condominio. Queste stesse cifre saranno percepite dall'Ater di Roma quando avrà acquistato i nostri appartamenti messi in vendita dalla proprietà e non si tratta di canoni sociali.
L'Ater non fa un'operazione in perdita, anzi gli affitti andranno a ricreare un fondo che la metterà nella condizione di aiutare altre famiglie.
Invertendo la tendenza di questi decenni, Di Carlo ha riportando il problema casa dentro la politica, da cui era stato espunto, con un ambizioso progetto di ampliamento del patrimonio pubblico nella nostra Regione fino a 200 mila unità, in modo da calmierare il mercato.
Vogliamo sottolineare con forza ed orgoglio che questo è il punto di arrivo di due anni di lotte per il diritto all'abitare degli inquilini che, organizzatisi in comitati, hanno perseguito in tutti i modi e tutti i luoghi il loro obiettivo. In questa impresa, spesso disperante, chi ci ha sostenuto e ha creduto nella nostra lotta non sono stati i sindacati istituzionali della casa (Sunia, Unione Inquilini, ecc.), che sembrano aver dimenticato la loro ragione sociale, ma il sindacato di base As.I.a. RdB.
Abbandonati a noi stessi, saremmo andati ad ingrossare le fila della già esplosiva emergenza-casa a Roma, reale (non solo 'percepita') come anche i sindacati da lei intervistati ammettono, salvo poi considerarla una sorta di calamità naturale come il terremoto d'Abruzzo, dimenticando che anche questa non sarebbe stata così rovinosa se ci fosse stata un'opera di prevenzione e controllo ( funzioni che sul piano sociale dovrebbero svolgere loro). Infine ci piacerebbe che quei sindacati all’inizio così pronti a tesserarci per poi constatare che nulla potevano fare per aiutarci avessero la maturità di ammettere che c’era un’altra via praticabile: la via che ha come suo obiettivo assicurare a tutti il diritto all’abitare.
Gli inquilini di viale dei Colli Portuensi e di via Pincherle

 

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