NAPOLI: L'ODISSEA DEI MIGRANTI E RIFUGIATI DI PIANURA

PICCHIATI, AGGREDITI, MINACCIATI E POI OSPITATI.. FORSE

Napoli -

Comunicato della Rete Antirazzista Napoletana

Ancora una lunga giornata per i circa 100 migranti e rifugiati di Pianura, sgomberati dal lotto1 di via Trencia e rimasti per quattro giorni in strada con donne e bambini (mentre si alloggiava temporaneamente solo la componente autoctona tra gli sfrattati. Vedi tutta la ricostruzione su <link http: napoli.indymedia.org node>

napoli.indymedia.org/node/4899

). Un lungo scaricabarile di responsabilità tra inefficienze amministrative, cinismo politico e paure xenofobe, che ha spinto i migranti questa mattina a entrare nel Duomo di Napoli. Da qui comincia una nuova Odissea in cui abbiamo sperimentato di nuovo il regime intimidatorio e violento nei confronti dei migranti e dei rifugiati.

Gli eventi:

1) Alle ore 8.00 una settantina circa dei migranti di Pianura entra nel Duomo di Napoli accompagnati dagli attivisti della rete antirazzista. Altri aspettano in presidio fuori. Lo scopo è quello di denunciare una discriminazione disumana e insieme di chiedere rifugio e sostegno nel Duomo.

2) Inizialmente il vicario del Cardinale Sepe rifiuta di incontrare gli immigrati se prima non escono dal Duomo, mentre il clima della polizia si fa subito pesantissimo, con continue provocazioni e contraddizioni tra gli stessi funzionari. (Ad esempio alcuni portano avanti la mediazione per incontrare vicario e sindaco e altri contemporaneamente minacciano e fermano i migranti che sono all'esterno).

3) Alle ore 11.00 c'è l'incontro con il vicario, che impegna il Cardinale a una mediazione col sindaco (e perché non con la polizia che ringhia fuori il Duomo..!?). Contemporaneamente arriva notizia dell'incontro col Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino.

4) Mentre si sta preparando la delegazione arriva la provocazione. Durissima. Un rifugiato della Costa D'Avorio, Moussa Buare, viene fermato all'esterno del Duomo e costretto violentemente dentro la camionetta della polizia. Non se ne capiscono i motivi. In molti usciamo per protestare con le braccia alzate gridando "razzisti!". Ma malgrado la protesta il ragazzo viene pestato dentro la camionetta davanti agli occhi (e alle cineprese e fotocamere) nostri e dei tanti operatori media. Partono manganellate al rovescio anche sugli altri manifestanti e ne vengono fermati altri due. Celeste Ramos, mediatrice culturale e tra i fermati potrà poi testimoniare che la polizia ha dato a lei un'altra botta sul braccio, ma soprattutto ha continuato a pestare il rifugiato della costa d'avorio fin dentro la questura.

5) Ci chiudiamo allora nel Duomo. La polizia vuole "controllare tutti". Ma il tono è di minaccia e nessuno si fida, dopo aver visto il trattamento riservato ai tre fermati (tutti con permesso di soggiorno). Si va avanti tra una minaccia e l'altra finché alle 16.00 si apre uno spiraglio di trattativa: due dei fermati vengono rilasciati. Il ragazzo pestato invece prima "scompare" ("è in Questura... no all'ufficio stranieri... no è stato portato all'ospedale per essere refertato..") e poi, dopo le resistenze degli occupanti, ricompare: è stato portato prima in Ospedale e poi all'ufficio stranieri. Vogliono fare le pulci alla sua domanda d'asilo. Attualmente è ancora lì con un nostro avvocato, ma non dovrebbero esserci problemi. Almeno se la legge vale qualcosa: il ragazzo ha un ricorso in valutazione sulla domanda d'asilo e quindi ha diritto alla permanenza in Italia.

6) Alle 17.00 usciamo dal Duomo per incontrare il Sindaco. Una delegazione ampia di circa 40 persone. Un po’di retorica e poi la proposta del comune: una soluzione transitoria di qualche giorno con la metà dei migranti ospitati in albergo e la metà in una struttura pubblica, in attesa di allestire una struttura di accoglienza più adeguata fra qualche giorno. I rappresentanti dei migranti non possono che evidenziare la loro rabbia e amarezza per i ritardi di questo intervento e per le discriminazioni subite rispetto agli altri sfrattati. Ma decidono di verificare questa soluzione. Al momento una delegazione sta visitando le strutture proposte (quella temporanea e quella di medio periodo) per non avere brutte sorprese come a Scampia (dove mancava davvero tutto per essere abitabile).

28 luglio 2008

Questo sito usa i cookie

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti per migliorare la tua navigazione, per analisi statistiche sull’utilizzo del sito in forma anonima e per usufruire dei servizi di terzi quali la visualizzazione di video e la condivisione dei contenuti sulle principali piattaforme social. Se vuoi saperne di più clicca sul link “Ulteriori informazioni”. Cliccando su "Abilita Cookie", presti il consenso all'uso dei cookie. I cookie tecnici saranno comunque utilizzati