NASCONO NUOVI COMITATI DEGLI INQUILINI CONTRO L'ACCORDO TRUFFA SINDACATI-ENASARCO

Roma -

Il 18 settembre 2008 il CdA della Fondazione Enasarco ha deliberato il piano di dismissione del proprio patrimonio immobiliare (17.000 alloggi solo a Roma) del valore di 3 miliardi di euro.

Questa importante vendita avviene con il consenso dei sindacati concertativi che hanno sottoscritto il 12 settembre 2008 un accordo con Enasarco a nome di tutti gli inquilini, anche di quelli che non li hanno delegati. Non solo non si è contrastata la dismissione voluta dalla Fondazione, ma ci si è affrettati a firmare pochi giorni prima del CdA decisivo, proprio mentre gli inquilini iniziavano a mobilitarsi.

In questa maniera Enasarco potrà raggiungere l’obiettivo che si era proposto: realizzare 4 miliardi e mezzo di euro da questa dismissione per un patrimonio messo a bilancio invece per tre miliardi di €.

I prezzi di vendita saranno determinati utilizzando le valutazioni delle Agenzie del Territorio, quindi saranno legati al mercato. La soddisfazione del Presidente della Fondazione Brunetto Boco, per l’accordo sottoscritto con i sindacati, ci da l’esatta misura di chi ottiene i veri vantaggi dall’intera operazione. Oltre a Boco saranno felici anche quelle cooperative - legate ai sindacati firmatari - che interveranno negli acquisti collettivi prima garantendo i propri interessi poi quelli degli inquilini.

A farne le spese maggiori sono proprio coloro che non vogliono o non possono comprare. Le tutele messe in campo verso coloro che non acquisteranno non solo sono fumose ma soprattutto non sono vere tutele. La proposta di contratto d’affitto mette a rischio di aumenti pericolosi. Anche l’idea di far gestire l’invenduto ad un Fondo dove magari Enasarco spadroneggia non ci sembra un granchè.

Ci appare molto più solido un intervento dell’amministrazione pubblica, alla quale Enasarco potrebbe garantire un diritto di opzione sull’invenduto. La battaglia ora deve essere questa: così come la Regione Lazio è intervenuta in viale Colli Portuensi e in via Pincherle deve farlo con Enasarco.

Chiedere all’Ater di acquisire gli alloggi invenduti è la più grande garanzia che si possa concedere alle famiglie coinvolte e che vivono anche da quarant’anni in queste case. Questa soluzione tutelerebbe gli anziani, i giovani e i meno giovani senza costringere nessuno ad imbarcarsi in mutui a rischi di insolvenza.

Il coinvolgimento della Regione Lazio è possibile anche per l’accesso a mutui agevolati e non averla coinvolta per tempo rappresenta un atto di forte irresponsabilità sia dell’Enasarco che dei sindacati sottoscrittori dell’accordo.

Con l’incontro del 14 ottobre tenutosi nela Sala Teatro dell’INPDAP abbiamo dimostrato che questa è la strada da seguire: l’assessore alla casa della Regione Lazio ha confermato il suo impegno ad intervenire sulla vicenda della dismissione Enasarco rilanciando la necessità di un intervento pubblico diretto e l’assessore alla casa del Comune di Roma è giunto a mettere in discussione l’accordo Enasarco-sindacati concertativi. Nel successivo incontro del 16 ottobre avuto con una delegazione dell’AS.I.A.-RdB il Prefetto di Roma Carlo Mosca si è impegnato a convocare al tavolo interistituzionale per l’emergenza abitativa l’Enasarco.

Queste iniziative ci dimostrano che la soluzione “a perdere” (accordo Enasarco-sindacati) può essere ribaltata. Ci sono le condizioni per chiedere maggiori garanzie e migliori tutele.

Dobbiamo organizzarci e avviare una mobilitazione permanente su obiettivi chiari:

- per la tutela degli inquilini che non possono acquistare attraverso l’intervento della Regione Lazio e del Comune di Roma ridando una funzione pubblica a questo patrimonio;

- per la gestione delle vendite limitata a chi è nelle condizioni di acquistare, definendo prezzi non di speculazione, tenendo conto dello stato degli immobili e attivando i fondi regionali a tassi agevolati (1%), già esistenti.

ASSEMBLEA

MARTEDI’ 11 NOVEMBRE alle ore 18,00

in via Chiovenda, 31 (nel cortile interno)

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