SFRATTI: NESSUNA RESA, LA DIGNITA' PRIMA DI TUTTO

Roma -

C’è un clima irrespirabile a Roma, città dove l’emergenza abitativa colpisce più di 40mila persone e dove gli sfratti- provincia inclusa- nel solo primo semestre del 2008 sono stati 4.030, di cui 2.413 per morosità.

Ieri mattina abbiamo impedito con la mobilitazione due sfratti per morosità, uno a via Monte  Fumaiolo- nel Municipio IV- l’altro a via di Vittorio, territorio del VI. Ottenuti i brevi rinvii (al 1 e al 22 aprile), pensavamo che per ieri potesse bastare e invece nel pomeriggio siamo dovuti intervenire ancora una volta in via Di Vittorio 15, dove l’ufficiale giudiziario, con al seguito la proprietà dell’appartamento (i costruttori Bellanti), il fabbro e la forza pubblica erano tornati questa volta per eseguire un pignoramento dei beni appartenenti alla famiglia sotto sfratto, per un valore di 22mila euro.

L’accanimento dell’ufficiale giudiziario e della proprietà, che non era disponibile a trovare alcuna mediazione nonostante all’interno dell’appartamento non ci fossero beni in grado di soddisfare il valore richiesto, ci ha costretti a trasformare la questione in un problema di ordine pubblico, con decine di persone giunte sul posto a dare solidarietà, fino a quando intorno alle ore 20 abbiamo riaffermato con rabbia la dignità di chi ha deciso di opporsi alla crisi e ai suoi effetti, allontanando dall’appartamento l’ufficiale giudiziario e la forza pubblica. Per la cronaca, nell’appartamento in questione vivono dal luglio 2002 una ragazza con il fratello invalido e la madre cardiopatica, che per diventare affittuari hanno versato, oltre a una mensilità anticipata (1.100 euro) e a un deposito, anche una fideiussione di 12.400 euro.

Questa mattina stesso copione. Interveniamo in via Flavio Stilicone 92, Municipio X, per difendere una cinquantenne in graduatoria con 10 punti- ottenuti in seguito a un precedente sfratto -  che vive da sola ed è entrata nel girone infernale della morosità dopo aver perso il lavoro in banca. Riusciamo a impedire lo sfratto, ma l’ufficiale giudiziario si rifiuta di comunicare la data del rinvio, lasciando nell’angoscia la donna. Anche qui avremmo potuto -forse dovuto - imporci impedendo all’ufficiale giudiziario di lasciare lo stabile, ma abbiamo preferito evitare di contrapporci ancora una volta alla forza pubblica. Forse anche qui l’ufficiale giudiziario, dietro pressioni e compensi della proprietà, proverà a eseguire lo sfratto stasera o domani, incurante di commettere un abuso. Per quanto potremo, proveremo a impedirglielo.

Queste vicende dimostrano in maniera inequivocabile l’inutilità di quello che il governo si ostina a definire ‘piano casa’, così come dei provvedimenti che il Comune si appresta a varare sul fronte delle politiche abitative. Crediamo sia giunto il momento che l’amministrazione comunale e il Prefetto intervengano in maniera decisa con un blocco generalizzato degli sfratti.

Oggi pomeriggio alle ore 18, la rete dei movimenti per il diritto all’abitare incontrerà il sindaco Alemanno. Dalle ore 17 saremo in Campidoglio con un presidio per dire basta agli sfratti e per  portare solidarietà all’uomo licenziato senza garanzie, che stamattina ha compiuto un gesto estremo dandosi fuoco.

La nostra dignità non ha prezzo, resistiamo alla crisi!

Blocchi Precari Metropolitani

AS.I.A. RdB

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