VELTRONI LASCIA…..UN PALAZZO VUOTO!

Roma -

Questa mattina, intorno alle ore 12.30, un centinaio di precari, famiglie e attivisti del Blocco Precario Metropolitano e dell’AS.I.A. RdB hanno occupato l’ex cinema Astra di proprietà di De Laurentiis in viale Jonio 209, esponendo alcuni striscioni: “Stop agli sfratti e agli sgomberi”, “No al saccheggio di Roma: la città è un bene comune”.

Obiettivo dell’iniziativa, ribadire un no chiaro alla Delibera 218 bloccata, per il momento,  grazie alla mobilitazione di comitati, associazioni, centri sociali e del movimento di lotta per la casa e affermare con forza la contrarietà a un ulteriore consumo di suolo.

Riteniamo primario l’impiego del patrimonio pubblico e privato sfitto o inutilizzato, cominciando da questo stabile in viale Jonio, dove in passato decine di famiglie avevano trovato un tetto e molti giovani un luogo d’incontro e di socialità. Sono passati tre anni da quando siamo stati costretti a lasciarlo ed è ancora colpevolmente vuoto, mentre le famiglie sono state confinate in un residence a Casale Lombroso e attendono  ancora  una casa. È giunto il momento che l’amministrazione faccia la sua parte e intervenga, acquisendo questo stabile e restituendolo alla cittadinanza.

La stessa cosa va fatta anche con le migliaia di appartamenti sfitti. Appartamenti che potrebbero soddisfare la dilagante emergenza abitativa con tempi sicuramente più veloci di quelli messi in campo dall’amministrazione comunale fino ad oggi. Un’amministrazione che se ne è andata mostrando i muscoli, come un vero partito della legalità deve fare, verso i movimenti per il diritto all’abitare e i comitati che si oppongono al nuovo sacco di Roma.

L’assoluta mancanza di partecipazione nelle scelte urbanistiche territoriali e l’arroganza dei signori della città stanno imponendo uno stile di vita basato sulla legalità e sulla sicurezza, inquadrato dentro metri cubi di cemento residenziale per molti inarrivabile e luoghi del consumo come i centri commerciali. Di questo cemento ne faremmo volentieri a meno ed è per questo che ci riappropriamo degli spazi vuoti destinati alla speculazione. Da qui nasce la nostra mobilitazione contro la precarietà e per il diritto all’abitare. Per una diversa idea di città!  

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