CASO ROMEO, LO SCANDALO SBARCA A ROMA

Affari per 48 miliardi: gestisce gli immobili di Comune, ministeri e enti

Roma -

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di Anna Maria Liguori

 

Dagli immobili alla manutenzione, dagli enti alle istituzioni quello che Alfredo Romeo ha messo insieme nella capitale è un vero e proprio "impero". Romeo, finito in manette su ordine dei magistrati di Napoli, titolare della Global Service, è diventato in pochi anni uno dei più grandi imprenditori d´Europa. A Roma è più noto come l´imprenditore del maxi-appalto per le strade ma da anni gestisce e si occupa della manutenzione dell´intero patrimonio immobiliare del Comune di Roma (così come i patrimoni pubblici di Napoli, parte di Milano, Firenze, Venezia) e ha incarichi di gestione e manutenzione con l´Inps, l´Inpdai, ben 12 ministeri come quello dell´Economia, dell´Interno, della Difesa, e anche il Consiglio di Stato e anche la manutenzione degli impianti idrici e sanitari del Quirinale. Tutti nell´elenco dei clienti annoverato nel sito della stessa Romeo. Un patrimonio amministrato di almeno 48 miliardi di euro, sulla cui redditività la Corte dei Conti ha espresso molte critiche. Il portafoglio della gestione del Comune di Roma è formato da circa 44.800 unità immobiliari, distribuite su 1.239 edifici e a prevalente destinazione residenziale e da oltre un milione 400 mila metri quadrati di superfici comuni. Moltissime le attività: quelle di censimento e inventario delle unità immobiliari di proprietà del Comune; la gestione amministrativa e contabile dei contratti e dei rapporti di locazione; il recupero delle morosità e gestione del contenzioso; la gestione amministrativa e tecnica delle manutenzioni sui guasti per le singole abitazioni e per gli impianti e gli spazi comuni; la progettazione e l´esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria per l´adeguamento normativo, la riqualificazione ambientale e la valorizzazione degli immobili gestiti. Il contratto di servizio, che scade ogni cinque anni, è stato rinnovato per l´ultima volta dalla giunta Veltroni nel 2006. La prima gara risale alla seconda giunta Rutelli nel 1998. L´importo per il servizio che il Comune di Roma si è impegnato a pagare è di 92,8 milioni di euro. Ma nella Capitale, Romeo si è occupato anche di un´altra importante e discussa operazione immobiliare: la gestione della vendita di 926 case la gran parte centralissime, di proprietà ex Asl, poi della Regione, su mandato del fondo immobiliare Bnl durante la giunta Storace. 

E poi il capitolo del maxi-appalto delle strade, insieme a Vianini e al Consorzio strade sicure, revocato dal sindaco Alemanno lo scorso 14 novembre. Un appalto da 720 milioni di euro in nove anni. Rilievi pesanti quelli del Campidoglio. Gli uffici dell´assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ghera hanno verificato l´effettiva operatività ed efficacia del servizio dandone un pessimo giudizio: in quasi due anni dall´avvio è stata eseguita «solo il 10% della pavimentazione superficiale delle strade (circa un milione e 300 mila metri quadri nonostante in sede di gara la Romeo avesse preso l´impegno di intervenire nei primi tre anni su 4 milioni di metri quadri), solo il 50% della segnaletica stradale ripristinata (a fronte dell´impegno di un rifacimento dell´intera segnaletica ogni sei mesi), meno del 2% delle caditoie stradali spurgate e disostruite, nessuna manutenzione dei guard rail, disorganizzazione nella programmazione nell´apertura dei cantieri con gravi ricadute sul traffico».

 

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