COLLI PORTUENSI, RASSEGNA STAMPA

Roma -

Epolis Roma, mercoledì 16 gennaio 2008

Ai Colli Portuensi è emergenza, a rischio la casa di 35 famiglie

di Marta Rossi

Un presidio per raccogliere le firme e sottoscrivere l’appello del comitato degli inquilini dei Colli Portuensi 187, sostenuto da Asia RdB-Cub. Qui abitano 67 nuclei familiari in un complesso di proprietà del Fondo pensioni dei dipendenti dell’ex Cassa di risparmio di Trieste, oggi Unicredit, messo in vendita alla fine di febbraio 2007. Marisa Falovo, portavoce del comitato degli inquilini, spiega: ‘Ci hanno dato 60 giorni per decidere se comprare la casa a prezzo di mercato o andare via. Casa mia, 95 metri quadri è stata valutata 500mila euro da loro. Una stima del tribunale l’ha qualificata 200mila euro. Non posso permettermi la cifra di mercato proposta dalla proprietà’.

Da febbraio, quindi, parte la battaglia di queste famiglie. In 32 comprano l’appartamento, ma 35 non possono permetterselo. Prosegue nel racconto la portavoce: ‘Il 22 marzo il XVI municipio ha chiesto alla proprietà di aprire un tavolo di trattativa, iniziativa sostenuta anche da Galloro. Unicredit ci concede la proroga fino al 30 giugno, dopodiché la trattativa si chiude con queste concessioni: il3 per cento di sconto se vengono acquistati il 50 per cento degli appartamenti, il 5 per cento per il 70 per cento delle case’. La concessione però, non risolve il problema e a nulla, spiegano, serve l’intervento del ministro Paolo Ferrero per ospitare la trattativa. A luglio da parte della proprietà arriva la chiusura e l’annullamento delle concessioni. Chi può acquistare lo fa. ‘Ma la maggior parte, che appartiene all’ormai ex ceto medio, non può’, spiega Marisa Falovo. E a poco servono l’impegno e la solidarietà dei politici, presenti anche al presidio. ‘Perché non hanno gli strumenti per poterci aiutare- prosegue Falovo-  Noi che non possiamo nemmeno metterci in lista per una casa popolare, se veniamo cacciati dove andiamo?’

‘Il democratico Profumo (amministratore delegato di Unicredit, ndr) dovrebbe dimostrare di esserlo non solo quando va a votare per le primarie del Pd’: Fabio Nobile, capogruppo capitolino del Pdci, è tra i sostenitori della battaglia intrapresa dagli inquilini dei Colli Portuensi. ‘Il 2008 dovrà essere l’anno di una grande battaglia politica che rilanci il tema del diritto all’abitare. La casa è un pezzo di stato sociale. Occorre perciò riportarla dal libero mercato, dal profitto e dalla rendita a quello che è definito nella nostra Costituzione: un diritto dei cittadini. Tutto ciò sarà affrontato nel corso della seduta di Consiglio comunale straordinario dedicata al problema della casa. Una seduta che ho già chiesto nella prima riunione dei capigruppo: si deve fare per pensare al futuro, oltre che per una verifica di quanto fatto finora’. E aggiunge: ‘Unicredit deve piegare la testa di fronte alle esigenze dei cittadini’. Solidali con gli inquilini anche Antonio Crisciotti, capogruppo Udc al XVI e Fabrizio Santori, di An: ‘Siamo solidali con queste persone ma non abbiamo i poteri per fare qualcosa di concreto: si muova il sindaco Veltroni’, spiega Crisciotti. Massimiliano Ortu, vicepresidente del consiglio municipale: ‘Alla proprietà diciamo che intraprenderemo ogni strada, anche quella legale, per proteggere il diritto alla casa di questi inquilini’.

‘Chiediamo che il 2008 sia l’anno dell’emergenza abitativa’, dice Angelo Fascetti delle Rappresentanze di base. ‘Questa gente non può essere lasciata sola, le istituzioni devono fare la loro parte’.

Un incontro il 24 gennaio: se per questa data ‘Comune e Regione non ci porteranno risposte concrete, inizieremo lo sciopero della fame’, - dice Paolo Di Vetta, del coordinamento regionale Asia Rdb- Cub- Tutti gli inquilini hanno dato la disponibilità’.

 

L’Unità,mercoledì 16 gennaio 2008

Colli Portuensi, la paura di trovarsi senza casa

di Diego Ponzé

Emergenza casa. Stanno cercando di difendere case che forse hanno già perso, ma non hanno intenzione di mollare la ‘lotta’. E di lasciarsi buttare fuori da appartamenti in cui alcuni di loro vivono in affitto addirittura da quarant’anni. Sono le trentacinque famiglie che abitano le quattro palazzine del civico 187 di viale dei Colli Portuensi, quartiere Monteverde, XVI Municipio.

Ieri mattina, tramite il comitato che si è costituito per difendere il diritto alla casa, hanno dato il via a una raccolta di firme: e a turno si alterneranno al gazebo di fronte all’ingresso delle loro case, tappezzate di striscioni. Ad appoggiarli, i consiglieri municipali di ogni schieramento politico: dal Pd a Rifondazione, dall’Udc ad An.

Il motivo della protesta? All’inizio del 2007 la proprietà degli immobili – il Fondo Pensione dei dipendenti dell’ex Cassa di Risparmio di Trieste, oggi Unicredit –annuncia di voler cedere tutto il complesso residenziale del civico 187, e affida il compito di vendere gli appartamenti al gruppo immobiliare Gabetti. A quali prezzi? ‘La casa in cui abito da anni, di 90 metri quadri, è stata valutata 500mila euro – spiega Marisa Falovo, presidente del comitato inquilini -. Una cifra esorbitante, al di fuori delle mie possibilità e completamente fuori mercato. Una perizia che abbiamo commissionato a un esperto ha valutato l’immobile 300mila euro’. Non solo: per gli inquilini che decidono di acquistare la casa in cui abitano, le agevolazioni sono minime: ‘Il Fondo ci ha proposto uno sconto del 3% - sottolinea la Falovo- E’ una riduzione che non fa molta differenza’.

‘Per quanto riguarda la manutenzione, la proprietà è stata latitante per quarant’anni – denuncia Marco Conte, un altro inquilino- Tutte le ristrutturazioni sono state a nostro carico. E ora grazie a noi alcuni di questi immobili valgono anche più di prima’. Gli affitti, in media, vanno dagli 800 ai 1100euro al mese, senza posto auto né cantina, e con gli impianti non a norma. Le famiglie che abitano al civico 187 sono 67: circa la metà, avendone la possibilità, ha già acquistato la propria casa. Per gli altri, la proprietà ha concesso una proroga dei contratti già scaduti fino allo scorso dicembre. E così ora ci sono famiglie che potrebbero essere buttate fuori di casa da un giorno all’altro. Senza neanche saperlo: ‘Gabetti ci ha comunicato che potremmo venire a sapere della vendita della nostra casa a rogito già avvenuto – aggiunge la Falovo-  Ma i nuovi proprietari, quando verranno a darci lo sfratto, sappiano che difenderemo le nostre case con i denti’. E con diversi mezzi: oltre alla raccolta di firme da presentare alle istituzioni cittadine, per il 24 è stata indetta un’assemblea pubblica per trovare una soluzione al problema. ‘Se per quella data Comune e Regione non ci porteranno risposte concrete procederemo con lo sciopero della fame –minaccia Paolo Di Vetta, del coordinamento regionale del sindacato Asia Rdb Cub, che è a fianco degli inquilini nella loro protesta- Tutti hanno dato la loro disponibilità’.

‘Unicredit deve piegare la testa di fronte alle esigenze dei cittadini – ha aggiunto Fabio Nobile, capogruppo dei Comunisti Italiani in consiglio comunale, ieri in visita a Monteverde – E il suo amministratore delegato Profumo dimostri di essere democratico non solo andando a votare per le primarie, ma incontrando anche questi inquilini’.

‘Qui non siamo di fronte a un padre di famiglia che decide di vendere perché deve far sposare la figlia – precisa Antonio Crisciotti, dell’Udc – ma a una banca che si può permettere di fare uno sconto a questi inquilini’.

‘Non escludiamo di requisire temporaneamente gli edifici, come hanno già fatto alcuni Municipi qui a Roma’ promette Massimiliano Ortu, vicepresidente di Rifondazione Comunista del Municipio XVI.  

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