DIRITTO ALLA CASA E AGRO ROMANO. NON PUO' ESSERE QUESTO L'OGGETTO DELLO SCAMBIO

Roma -

Dopo tre ore di occupazione del cantiere di viale Europa 242, dove si stanno smantellando le Torri che ospitavano il ministero delle Finanze, l’assessore al Patrimonio Antoniozzi e il vice-capo di gabinetto del sindaco Profeta hanno incontrato gli attivisti della rete cittadina per il diritto all’abitare.

Come AS.I.A.-RdB e Blocco Precario Metropolitano registriamo positivamente l’attenzione mostrata dalla nuova amministrazione capitolina verso il problema posto con l’iniziativa di oggi. L’arrivo fin nel cantiere dei due rappresentanti istituzionali ci appare rilevante e ci fa credere che il tema dell’emergenza abitativa sia considerato una priorità. Inoltre aver finalmente fissato per la settimana prossima il tavolo con il Prefetto e aver previsto per il 10 giugno 2008 un primo incontro presso l’assessorato al Patrimonio con i movimenti per il diritto alla casa, ci fa ritenere fondate le nostre richieste di urgenza dei provvedimenti da mettere in campo per garantire chi  a Roma è in emergenza alloggiativa.

Auspichiamo che sui tavoli previsti non ci si concentri solo su come derogare al PRG appena approvato e su come costruire le case popolari su terreni agricoli. Ci sembra invece interessante avviare un ragionamento sulle aree private disponibili e sugli alloggi già costruiti ma vuoti, questo per non premiare ancora chi già ha avuto molto ed è disposto a concedere poco.

Ribadiamo la necessità di un censimento del patrimonio privato e pubblico inutilizzato, di una verifica delle aree destinate a ERP, di una ridislocazione degli alloggi popolari anche in aree come quella delle Torri occupata questa mattina. Affrontare l’emergenza con strumenti straordinari deve essere il compito del tavolo prefettizio e definire un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica quello del Comune di Roma. Per fare questo ci vogliono risorse, immaginare che queste possano arrivare solo dai privati significa consegnarsi nelle loro mani e soprattutto non liberarsi mai dell’emergenza, vero humus dove si accresce il profitto e la rendita.

Dal discorso di Alemanno non abbiamo tratto spunti di discontinuità. Dalla visita presso il cantiere delle Torri di Antoniozzi e Profeta raccogliamo invece un segnale importante, non lo sprechiamo con operazioni strumentali tese ad utilizzare il dramma casa come grimaldello per nuove cementificazioni e nuovi regali ai costruttori.

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