PONTE DI NONA, CASE GIA' A PEZZI: INFILTRAZIONI E FOGNE CHE CEDONO

Roma -

Epolis Roma

Il caso. I 112 alloggi consegnati dall'Ater a marzo non hanno ancora una recinzione né ascensori in funzione

Ponte di Nona, case già a pezzi: infiltrazioni e fogne che cedono

I garage sono ancora sprovvisti di autorizzazione dei vigili del fuoco e sono fuori uso

 

di Marta Rossi

Gli ascensori ci sono, ma non funzionano perché manca la linea telefonica. Le fogne, nei garage ancora in attesa di autorizzazione dei vigili del fuoco, buttano fuori melma dalle tubature. Alcuni appartamenti hanno le finestre su strada senza alcuna recinzione e più volte gli inquilini hanno respinto gli assalti dalla strada. Via Caterina Usai e via Aldo Capitini, il crocevia della nuova edilizia popolare targata Ater, sembra già un quartiere abbandonato da decenni, anche se i palazzi colorati hanno appena tre mesi di vita. E alle 112 famiglie appena entrate, a breve (si parla di luglio, ma è molto più probabile settembre) se ne aggiungeranno altre 360.

« I DISAGI SONO tanti – spiega Pasquale Nappi, sindacalista di zona dell'Asia Rdb – soprattutto perché la gente si sente abbandonata ». Il problema, adesso, è che l'Ater è sull'orlo del fallimento e non può nemmeno pagare un giardiniere. «Noi ci stiamo battendo ma, sia chiaro - precisa Nappi - non per l'Ater, bensì per gli inquilini che subiscono i maggiori danni e per i quattrocento lavoratori dell'azienda ». E proprio l'azienda non piace all'Asia Rdb: «Per noi, l'Ater così com'è può anche morire. Le vie sono due: o torna a essere Istituto autonomo (gli ex Iacp) oppure si sostituisce agli enti previdenziali. Non si può essere azienda e quindi pensare al bilancio trattando con l'edilizia popolare».

«Per tre settimane ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo ripulito i giardini»: un gruppo di inquilini racconta i primi giorni a Ponte di Nona. «C'era l'erba alta, e in mezzo di tutto. Abbiamo i bambini piccoli e così abbiamo tolto tutto da soli. Poi c'erano i bandoni del cantiere e noi pensavamo che tolti quelli, avrebbero messo una recinzione. Invece no, quando il cantiere è stato tolto, nessuna protezione lo ha sostituito », dicono ancora indicando le finestre e i giardini al pian terreno dove, in alcuni casi, gli abitanti hanno provveduto da soli a montare delle inferriate per evitare le intrusioni dall'esterno.

Alle spalle delle palazzine c'è ancora una striscia di terra completamente abbandonata. Qualche sera fa, i residenti hanno trovato un'auto rubata, «oltre ad alcuni televisori buttati come se fosse una discarica, siringhe, topi che passeggiano indisturbati». Capitolo ascensori. Ci sono, sono già stati predisposti, «ma la Telecom non ha messo le centraline - spiega Nappi - per cui, non possono entrare in funzione. E ai piani alti abitano anziani, disabili e donne in gravidanza. E pensare che basterebbe un Gsm collegato a un numero di soccorso ». Anche la situazione dei rifiuti è delicata: per 112 famiglie ci sono soltanto tre cassonetti, uno dei quali distante dalle palazzine. «Noi siamo anche disposti a chiamare a spese nostre un giardiniere che sistemi tutto, ma senza recinzione non lo facciamo, perché poi entrano i vandali che già stanno rovinando i muri e abbiamo buttato i soldi». Le cantine, poi, erano chiuse: nessuno aveva consegnato agli inquilini le chiavi. Hanno dovuto rompere le serrature e cambiarle. «Il tutto - conclude Nappi – considerando che in questa zona in crescita non c'è un supermercato, una farmacia, una posta, un commissariato. E passa un solo autobus, uno ogni ora».

 

Case comunali

 

Umidità in casa e zanzare

le fogne in via Caterina Usai

Le case sono state consegnate nel 1997, anche se il bando era del 1989. Dopo poco tempo, le fogne hanno iniziato a non funzionare bene e in pochi anni gli appartamenti di via Caterina Usai, comparto quattro, sono ridotti a pezzi. Umidità dentro casa che arriva fino al soffitto, le fogne che straripano nel piano interrato dove ci sono le cantine inutilizzabili. Zanzare tutto l'anno, topi che vanno avanti e indietro e portoni sempre aperti per stemperare la puzza di fogne che sale dalle scale. Muri che cominciano a pendere i pezzi e inquilini che la pazienza l'hanno persa da tempo. I giardini davanti alla fila delle casette che crescono senza controllo, «tranne quando - spiega Pasquale Nappi - gli inquilini da soli non tagliano l'erba. Ma gli alberi andrebbero potati, perché altrimenti accade come qualche settimana fa che con la bufera uno é caduto sulla rete». Che ancora deve essere aggiustata. «Il problema è anche di competenza: non si capisce mai chi deve intervenire, se l'ufficio giardini, il municipio o il comune». Intanto, i vandali proseguono indisturbati a rovinare anche il parco giochi per i bambini dove, ovviamente, l'erba cresce indisturbata.

 

Manifestazione

I 400 lavoratori dell'Ater ,che rischiano di rimanere disoccupati, in piazza oggi e giovedì in Campidoglio e alla Regione Lazio.

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