VIA PINCHERLE: PRIMO RISULTATO GRAZIE ALLA RESISTENZA DEGLI INQUILINI

Roma -

Si è riunito questa mattina in Prefettura il previsto tavolo sul problema delle case di via Pincherle, al quale hanno partecipato un rappresentante dell’Assessorato regionale alla Casa, l’assessore alla Casa del Comune di Roma Antoniozzi, il delegato del Sindaco per l’Emergenza abitativa Visconti, il Direttore dell’Ufficio casa del Comune Marra, ed il proprietario dei 116 appartamenti di via Pincherle, Mario Giacomazzi.  

 

Al termine dell’incontro lo stesso Giacomazzi ha riferito agli inquilini e all’AS.I.A RdB, in presidio sotto la Prefettura, la volontà di trovare una soluzione per le famiglie, rimettendo in discussione anche i contratti di compravendita già conclusi e bloccando le vendite a terzi. Lunedì prossimo Giacomazzi presenterà al Prefetto una proposta che verrà valuta dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio. Entro 48 ore verrà poi riconvocato in merito un nuovo tavolo in  Prefettura, come proposto dall’assessore Antoniozzi.

 

“Siamo soddisfatti per questo primo risultato ottenuto grazie alla testarda resistenza degli inquilini di Via Pincherle - commenta Angelo Fascetti dell’AS.I.A RdB - e chiediamo al Comune e alla Regione di svolgere fino in fondo il ruolo di tutela del diritto all’abitare, impedendo al contempo nuovi tentativi di speculazione messi in moto dai processi di dismissione”. 

 

Roma, 27 marzo 2009

 

Epolis

 

Via Pincherle. Giacomazzi partecipa all'incontro in prefettura: lunedì la proposta
Tavolo tra proprietà e inquilini, stop alle vendite per 10 giorni
L'imprenditore genovese: «Non siamo speculatori». Le istituzioni: faremo il nostro
di Marta Rossi

 

 Roma - Lo striscione "Pincherle ovunque" ancora non può andare in soffitta, ma per ora può essere arrotolato. Ieri, in prefettura, c'è stato il tavolo tecnico con Mario Giacomazzi il quale ha deciso di arrivare a Roma da Genova dopo che gli inquilini si erano incatenati nel capoluogo ligure. Per ora, dunque, da parte del Comune c'è stata la richiesta di una moratoria delle vendite degli appartamenti per una decina di giorni, spiega l'assessore alla Casa Alfredo Antoniozzi: «Abbiamo chiesto alla proprietà di avere una proposta di acquisto reale, anche se oggi non c'è ancora una cifra sul tavolo, e lunedì sarà recapitata alle istituzioni. Allo stesso tempo abbiamo avviato un approfondimento per verificare lo stato dell'arte, per sapere quanti sono i rogiti e quante le caparre, e per verificare le tutele per gli inquilini». L'appuntamento, quindi, è per lunedì quando le parti legali potranno calcolare i costi e definire una proposta di acquisto da sottoporre alla Regione e al Comune. «La palla passa ora alle istituzioni», spiega Roberta Cecili, presidente del comitato inquilini. «Siamo soddisfatti per questo primo risultato ottenuto grazie alla testarda resistenza degli inquilini di Via Pincherle - commenta Angelo Fascetti dell'Asia Rdb - e chiediamo al Comune e alla Regione di svolgere fino in fondo il ruolo di tutela del diritto all'abitare». «Se siamo qui è perché vogliamo risolvere il problema. Lunedì farò conoscere le mie richieste in assoluta trasparenza - dice Giacomazzi al termine dell'incontro -. Noi facciamo questo lavoro per avere un margine, ma non siamo speculatori estremi né vogliamo esasperare i concetti d'impresa sulla pelle di gente che, a volte, non ha neanche i soldi per pagare l'affitto». «Si è riaperta la trattativa che si era bloccata dopo che la proprietà aveva rifiutato la proposta di acquisto della Regione Lazio con l'impegno del gruppo genovese di formalizzare una nuova richiesta alla Regione Lazio e, nel contempo, di bloccare ogni ulteriore operazione di vendita», spiega il presidente dell'XI municipio Andrea Catarci. «Ribadiamo la nostra disponibilità a fare il nostro dovere insieme con il Comune. Ringrazio il prefetto per la sua risolutezza nel cercare una soluzione all'emergenza abitativa», è invece la dichiarazione di Mario Di Carlo, assessore regionale alla Casa. «Credo che stiano maturando tutte le premesse per dare una risposta positiva alle attese degli inquilini di via Pincherle», dichiara Marco Visconti, delegato del sindaco per l'emergenza abitativa. L'appuntamento è quindi per lunedì: «Non molliamo», dicono gli inquilini arrotolando lo striscione che, per ora, ancora non è pronto per andare in soffitta.

 

La protesta

 

«Se l'avessimo saputo, ci saremmo mossi per tempo...» dicono gli inquilini. Perchè lo sblocco della trattativa si è avuto dopo che alcuni di loro con Angelo Fascetti di Asia sono arrivati a Genova per incatenarsi alla Giacomazzi che ieri commentava: «Uno dei pochi casi in cui siamo dalla stessa parte».

 

Il Giornale

 

Via Pincherle, un po’ di ossigeno: vendite congelate per dieci giorni
di Marcello Viaggio

 

Roma - Via Pincherle, stop alle vendite per 10 giorni. Lunedì la proprietà farà sapere al Comune il prezzo degli alloggi. Ieri mattina si è tenuto in Prefettura l’atteso tavolo di mediazione. All’incontro, presieduto dal prefetto Giuseppe Pecoraro, hanno preso parte Alfredo Antoniozzi, assessore alla casa del Comune di Roma, Mario Giacomazzi, proprietario dell’immobile di via Pincherle 153/169, e i rappresentanti della Regione. Davanti al portone della Prefettura, gli inquilini dei 116 alloggi in vendita, sostenuti dal sindacato Asia-RdB, hanno esposto un lungo striscione: «Pincherle ovunque».
Una vicenda intricata. «Ma intanto abbiamo ottenuto una moratoria di 10 giorni nelle vendite - spiega Antoniozzi -. Ho chiesto di leggere le carte, ho chiesto di sapere qual è la richiesta economica della società. A oggi manca ancora un calcolo serio, preciso, a parte alcune cifre buttate lì a caso. Il sindaco Alemanno, però, mi ha espressamente indicato di risolvere la questione». Da accertare ancora tante cose. In particolare che tipo di compromesso è stato firmato con i privati. «I legali di Giacomazzi mi hanno parlato di rogiti, di caparre - continua Antoniozzi -. Noi abbiamo accertato che una ventina di appartamenti sono ancora invenduti, mentre sugli altri ci sarebbero atti in corso, ma niente di definitivo. Atti, secondo i legali degli inquilini, da cui si può recedere senza penali». L’assessore a ogni buon conto ha chiesto a Giacomazzi il rispetto delle tutele: «Alcuni inquilini, specie quelli più anziani, vivono dentro quelle case da tanti anni. Se non si trovasse un accordo hanno comunque diritto a restare ancora per 2+3 anni. Da lunedì faremo chiarezza anche su questo». Per ora, di sicuro, la proprietà è disposta a trattare. Poi si vedrà. Non si esclude che possa abbassare le pretese economiche verso gli inquilini. Molti sono pensionati a basso reddito. MarcoVisconti, delegato del sindaco all’emergenza abitativa, professa ottimismo: «Nei primi giorni della prossima settimana ci sarà un nuovo incontro, durante il quale la Regione avanzerà una proposta di acquisto. Credo che stiano maturando tutte le premesse per dare una risposta positiva alle attese degli inquilini di via Pincherle».
La vicenda era esplosa una ventina di giorni fa, all’annuncio di Giacomazzi di avere venduto 98 dei 116 alloggi. Immediata la protesta degli inquilini. Dapprima la sospensione del pagamento dell’affitto. Poi, il tentativo di occupare un alloggio vuoto nello stesso palazzo. Infine, il 12 marzo, l’occupazione simbolica della sede delle Assicurazioni Generali, in piazza Venezia. Il colosso assicurativo fino a dicembre 2008 era proprietario dell’immobile: «Ora non si può sottrarre alle proprie responsabilità - denunciano gli inquilini - dopo aver assunto, prima della cessione a Giacomazzi, un impegno formale con il prefetto e la Regione sul blocco delle vendite a terzi, per consentire l’acquisto in blocco degli appartamenti non opzionati dagli inquilini all’Ater, al fine di tutelare chi non ha potuto acquistare». Il 24 marzo la protesta arriva a Genova, sede della Giacomazzi/Area Mestre. Giacomazzi si dichiara disposto ad annullare i contratti di vendita già stipulati, «se le amministrazioni terranno conto delle penali previste per le mancate vendite». Il quantum si saprà lunedì.

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