VIA PINCHERLE: QUANDO UN'OPERAZIONE IMMOBILIARE DIVENTA UN CRIMINE SOCIALE

Roma -

La risposta della Giacomazzi Immobiliare/Area Mestre alla proposta d’acquisto della Regione Lazio per gli alloggi non opzionati di via Pincherle 153/169 è arrivata ed è negativa.

 

Le motivazioni a sostegno del rifiuto appaiono solo parzialmente legate alla proposta economica avanzata dall’Ater per conto dell’assessore regionale alla Casa Di Carlo. Anzi appare evidente che già dal 22 dicembre 2008, data della cessione degli appartamenti invenduti da Fata  Assicurazioni del gruppo Generali alla società di trading immobiliare Giacomazzi, la nuova proprietà mentre trattava con la Regione Lazio e con l’Ater aveva in mente altro. Aveva in realtà già deciso di vincolare a un terzo acquirente porzioni dell’immobile appena acquistato.

 

La risposta arrivata negli uffici dell’assessorato porta con sé un segno di irresponsabilità evidente. In una città con un’emergenza abitativa sulla soglia del disastro e con più di 30mila inquilini a rischio tra dismissioni e sfratti, rispedire al mittente la proposta di acquisto regionale senza nemmeno provare a discuterla trasforma un’operazione immobiliare in un crimine sociale.

 

La volontà espressa di non voler vendere in blocco, sapendo che gli inquilini rimasti non possono acquistare (altrimenti l’avrebbero già fatto), getta inoltre  ombre inquietanti all’orizzonte, soprattutto per la vicinanza dell’Università Roma Tre. Forse Giacomazzi sta già contattando chi gli procaccerà studenti in grado di portare molti più guadagni di chi vive in questi alloggi da oltre  quarant’anni.

 

Riteniamo sconcertante l’esito della trattativa e ribadiamo la richiesta nei confronti del Prefetto e del Sindaco di Roma di unirsi alla Regione Lazio nel sostegno dell’inquilinato. L’AS.I.A. RdB e il comitato degli inquilini hanno convocato un’assemblea per domani  alle ore 17 per decidere le iniziativa da mettere in campo.

 

 

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