EMERGENZA CASA: LA REGIONE LAZIO CHE FA, DORME? 23 LUGLIO MANIFESTAZIONE DEI MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL'ABITARE

Roma -

Mercoledì 23 luglio, alle ore 11, i movimenti per il diritto all'abitare si danno appuntamento davanti alla sede della Regione Lazio (in via della Pisana 1301), in occasione del Consiglio regionale per chiedere misure immediate.

 

Di fronte al livello drammatico raggiunto dall’emergenza abitativa, nessuna istituzione può esentarsi dallo svolgere il proprio ruolo.

 

5000 sfratti esecutivi tra Roma e provincia (l’80% per morosità), 30.000 famiglie in graduatoria, il 5% dei mutui contratti a rischio insolvenza, sono cifre da capogiro.

L’aumento dei valori immobiliare, l’introduzione del libero mercato degli affitti attraverso la 431 e la vendita del patrimonio pubblico, l’aumento dei canoni dei mutui  - assieme ovviamente all’aumento del costo della vita - hanno posto in condizioni di  disagio abitativo anche strati sociali un tempo esenti da questo problema. E per queste persone non è prevista dalla legislazione Nazionale e Regionale alcuna forma di tutela. La stessa condizione vivono le giovani coppie, gli studenti, i migranti i precari: tutte figure inesistenti per le istituzioni.

 

Di fronte a questo quadro la Regione Lazio è rimasta del tutto inerte.

Continuamente sui giornali sentiamo Marrazzo o l’assessore alla casa di turno fare annunci sull’arrivo di una seria politica della casa, conditi da cifre astronomiche da stanziare.

Già da qualche hanno la Giunta promette l’istituzione di un tavolo interstituzionale con Comune e Provincia e movimenti sulle politiche abitative. Uno strumento che consentirebbe il coordinamento tra gli enti interessati, la razionalizzazione dell’utilizzo dei fondi e la trasparenza nei confronti della società civile.

Tutti questi annunci sono rimasti al vento.

Per ovviare a questa colpevole assenza della Regione, i movimenti promuovono per mercoledì 23  – in prossimità con i voto dell’assestamento di bilancio - una mobilitazione davanti alla sede del consiglio regionale del Lazio per chiedere la definizione di una politica seria e decisiva in materia abitativa che consenta di raggiungere l’ambizioso obiettivo della realizzazione di un patrimonio ERP pari al 15% degli alloggi esistenti nella Regione. E ciò a partire dalla richiesta del consiglio della convocazione del tavolo interistituzionale e dello stanziamento di fondi già a partire dall’assestamento di bilancio.

 

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I movimenti chiedono:

 

1) Il blocco dei processi di vendita del patrimonio pubblico sia del Comune che dell’ATER; 

 

2) Il rilancio delle operazioni di controllo sul patrimonio pubblico.

 

3) La definizione dell’ Obiettivo Programmatico di portare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica al 15% del Totale degli alloggi esistenti. Costruire anche attraverso risorse straordinarie stanziate dal Governo un piano straordinario di 100.000 alloggi edilizia residenziale pubblica nei prossimi 10 Anni.

 

4) Di Mettere in campo una forte iniziativa nei confronti degli Enti Previdenziali che stanno avviando manovre di vendita del proprio patrimonio (es. ENASARCO, INPS), e delle istituzioni competenti, per tutelare i diritti degli inquilini, con particolare attenzione agli inquilini che  non potranno accedere all’acquisto ed agli inquilini “senza titolo”.

 

5) L’ Acquisto da Parte dell’ATER del Patrimonio invenduto degli Enti Previdenziali e dei Privati, in questo caso, concordando con il Comune di Roma tempi e modalità per l’acquisto di tutti gli alloggi derivanti dai Bandi con Cambio di Destinazione d’Uso.

 

6) L’incremento delle Risorse destinare alla Casa: Trasferimenti all’ATER, al Comune di Roma.

 

7) La modifica dei parametri economici per l’assegnazione degli alloggi ERP allargando sino al limite massimo di 26.000 euro ( più il carico familiare) la soglia di ingresso, fino al 75% quella di decadenza.  

 

8) La modifica della Legge Regionale sull’Autorecupero. Lo stanziamento di una quota stabile ed annuale di risorse da destinare a tali progetti.

 

9) Un censimento del Patrimonio Regionale, ATER (non residenziale), delle IPAB, inutilizzato e disponibile per realizzare CAAT e progetti di Autorecupero anche mirati a giovani e precari.

 

10) Il Rilancio del Tavolo Interistituzionale sulla Casa con la Partecipazione delle parti sociali e dei Movimenti.

    

11) Attuare attraverso una forte ed incisiva iniziativa presso il governo centrale il blocco degli sfratti compresi i crescenti sfratti per morosità, operando per garantire le condizioni di un effettivo “passaggio da casa a casa”.  

 

 

Rete dei Movimenti per il Diritto all’Abitare Roma

Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa

Blocchi Precari Metropolitani

Asia – RDB

Action

Comitato Obiettivo Casa

 

 

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